lunedì 14 marzo 2011

Ricetta Siciliana: Salsa d'aragosta

foto by isalella

Viene dall'isola di Pentelleria e dal suggerimento di Pippo Dell'Oglio questa salsa o sugo a base di aragosta conenuta nel suo volumeetto dedicato alla cucina pantesca. Pantelleria è un'isola splendida, sagomata dai venti ed arsa dal sole e dalla salsedine, che media tra il mondo arabo e quello occidentale.
Eccovi senza indugio la ricetta.

Ingredienti

3 aragoste di 300-400 gr
olio
2 spicchi d'aglio
peperoncino rosso
1 bicchiere di vino bianco secco
prezzemolo

Preparazione

Occorrono 3 piccole aragoste di 300-400 grammi ciaascuna. Lessatene una e, dal ventre, toglietene la carne, che metterete da parte. Tagliate a pezzi regolari le code delle altre due e, con tutto il guscio, soffriggetele in un battuto d'olio, 2 spicchi d'aglio e peperoncino rosso a vostro gusto. Quando il pesce avrà preso colore, versatevi un bicchiere di vino bianco secco, che lascerete evaporare. Togliete dal fuoco e, quando il pesce si sarà raffreddato, separate la carne dal guscio, unendola a quella delle prima aragosta lessata. Rimettete i gusci nel tegame e fate cuocere ancora, sino ad ottenere una salsa ben concentrata, che filtrata unirete alla carne. Completate con prezzemolo tritato. Con questa salsa potete condire spaghetti lessati al dente.

giovedì 10 marzo 2011

lunedì 7 marzo 2011

Ricetta Siciliana: Cotenne arrotolate alla siciliana

foto by cnadia

Negli ultimi tempi abbiamo assistito al rilancio del quinto quarto da parte di chef dai nomi altisonanti, in nome della crisi e non solo. Forse non fanno parte degli animali presi in considerazione in prima battuta e non le vedremo quindi rientrare nei menu proposti dai suddetti chef e sarete d'accordo con noi che non possiamo nemmeno considerarle come una materia prima di prima scelta. Non per questo però sono meno buone o da scartare. Di cosa stiamo parlando?
Ma delle cotenne!
Chiamate cotenne o cotiche, altro non sono se non la pelle del maiale. In cucina vengono utilizzate in diversi modi partendo dalla cucina contadina di una volta (per cui del maiale non si buttava via niente) fino ai famosissimi fagioli con le cotiche ed alla mitica casseoula. Può darsi che non si tratti di piatti particolarmente "nobili", ma gustosi e appunto tradizionali di sicuro. Oltre all'uso quale ingrediente, le cotiche vengono infatti usate anche per la preparazione di salumi da cuocere come il cotechino, che da esse prende il nome.
Piatti a base di cotenne si trovano quindi, oltre che in Emilia Romagna e Lombarida, anche in Calabria.
Vogliamo forse noi essere da meno?
Vi proponiamo quindi la nostra ricetta siciliana per cotenne arrotolate...
Ora che ci dite? Vanno bene anche le nostre? :-)


Ingredienti per 6 persone

1,200 kg di cotenne di maiale (unico pezzo)
600 g di patate
500 g di passata di pomodoro
150 g di pomodoro concentrato
1 cipolla
1 carota
1 costola di sedano
1 rametto di basilico
1/2 cucchiaino di semi di finocchio
1/2 bicchiere di olio
sale
pepe

Preparazione

Sbollentate la cotenna per 2 minuti e raschiatela con un coltello per privarla dell'eventuale peluria. Asciugatela bene e arrotolatela su se stessa (se il rotolo dovesse risultare troppo lungo da non entrare ben disteso nel tegame, dividetelo in due parti); legatelo strettamente con filo bianco da cucina e tenetelo in attesa. Tritate finemente la cipolla, il sedano e la carota, trasferiteli in un ampio tegame con l'olio e fateli appassire dolcemente su fuoco medio.
Unitevi il concentrato diluito con mezzo litro d'acqua calda, aggiungendovi la passata di pomodoro, il basilico, sale, pepe e portate ad ebollizione prima di tuffarvi dentro il rotolo di cotenne. Abbassate la fiamma, coprite il tegame e lasciateli cuocere per 30 minuti. Poi unitevi le patate sbucciate, lavate e tagliate a pezzetti.
Mescolate, unitevi se occorre qualche mestolo di acqua e proseguite la cottura per altri 40 minuti. A cottura ultimata, versateli in un piatto da portata concavo e serviteli.
Con il sugo delle cotenne potete condire del riso bollito o se preferite spaghetti spolverizzandoli di ricotta salata o caciocavallo grattugiato.

lunedì 28 febbraio 2011

Ricetta Siciliana: Spaghetti con ricci di mare


Il gusto dei ricci di mare piace a molti ma non a tutti: deciso e colorato, porta il mare fresco direttamente nel nostro piatto. I ricci di mare, che forse alcuni di noi conoscono a causa degli aculei, si utilizzano crudi come antipasto oppure sono un classico condimento per gli spaghetti. Ecco quindi per voi anche la nostra ricetta per preparare degli spaghettini ai ricci.

Ingredienti per 6 persone

600 g di spaghettini
6 dozzine di ricci
1 spicchio d'aglio
1 mazzetto di prezzemolo
50 gr di olio d'oliva
sale
peperoncino

Preparazione

Tagliate i ricci e raccogliete in una terrina le uova. In una padella sul fuoco fate soffriggere con l'olio l'aglio, metà del prezzemolo e il peperoncino ben tritati. In una pentola con acqua salata fate cuocere gli spaghettini, scolandoli ben al dente. Versateli nella padella del soffritto incorporando i ricci. Pepate e mescolate bene per far insaporire. Trasferite gli spaghetti in un piatto da portata e spolverizzateli con il prezzemolo prima di portare in tavola.

lunedì 21 febbraio 2011

Ricetta Siciliana: Melanzane farcite alla siciliana

foto by ninanord

Sapete da dove provengono le melanzane? Sono originarie dell'India, anche se si sa che erano già conosciute fin dalla preistoria in Asia centrale ed in Cina in particolare. Solo noi europei abbiamo scoperto questa bacca non prima di 1500 anni fa, quando gli arabi la diffusero durante il Medioevo.
Sembra che i primi europei ad apprezzarla siano stati gli spagnoli del sud, mentre noi italiani abbiamo cominciato a cucinarla solo dal Quattrocento in poi.
Come sapete, non si può mangiare la melanzana cruda, che risulta essere tossica a causa della solanina. Per questo motivo oggi vi proponiamo questa semplice ricetta per cucinarla, ovviamente "alla siciliana" :-)



Ingredienti per 6 persone

3 grosse melanzane
120 g di pangrattato (tostato in padella)
100 g di prosciutto cotto
100 g di caciocavallo fresco
50 g di grana grattugiato
1 cipolla
3 cucchiai di olio
2 rametti di basilico
passolina e pinoli
1 tazza di salsa di pomodoro (già cotto)
sale
pepe

Preparazione

Lavate le melanzane, privatele del picciolo e asiugatele, dividetele in due pezzi nel senso della lunghezza e con la punta del coltello incidete la polpa in più parti a forma di grata, friggetele in abbondante olio bollente rigirandole da ogni parte per 5 minuti poi ritiratele dalla padella e lasciatele intiepidire.
Nel frattempo affettate sottilmente la cipolla e fatela appassire con l'olio in una padella su fuoco moderato, riunite in una padella la cipolla, il pangrattato, la bustina di passolina e pinoli, il prosciutto a fettine sottili, il caciocavallo tagliato a dadini, la salsa di pomodoro, il basilico tritato ed il grana grattugiato.
Scavate delicatamente una parte di polpa dalle melanzane senza romperle perchè serviranno da vaschette, tritate la polpa ricavata, unitela agli altri ingredienti della terrina, salate, pepate e mescolate tutto fino ad ottenere un composto ben amalgamato.
Con questo composto riempite le vaschette ovali di melanzane, allineatele in una pirofila immburrata, introducetela neel forno già scaldato a 180° per 15 minuti e servitele ben calde.

giovedì 17 febbraio 2011

Ricetta Siciliana: Baccalà in agrodolce


Il baccalà altro non è se non il merluzzo bianco conservato sotto sale. Questa tecnica permette al pesce di venire conservato molto a lungo ed è stata inventata fin da tempi lontani per poterlo trasportare e consumare a distanza. Pare che la procedura di salagione del baccalà si possa attribuire ai pescatori baschi, che utilizzarono la tecnica già usata per le balene anche per i merluzzi dell'isola di Terranova.
Il baccalà conservato mediante essiccazione viene chiamato stoccafisso. Entrambi sono elementi essenziali di molte cucine popolari. Prima di poter essere utilizzati però, sia il baccalà che lo stoccafisso devono rimanere immersi in acqua fredda per eliminare il sale e restituire ai tessuti l'originale consistenza. In Basilicata, il baccalà viene preparato, come da tradizione, con i peperoni cruschi, mentre nel Triveneto il termine "baccalà" (es. baccalà alla vicentina) identifica lo stoccafisso (merluzzo essiccato) e non il merluzzo salato.
Oggi vi presentiamo invece una ricetta della nostra isola, dal sapore agrodolce.


Ingredienti per 6 persone

1,500 kg di filetti di baccalà già ammollato e dissalato
50 gr di farina
1 dl di olio + quello per la frittura
1 cipolla media
1 spicchio di aglio
1 ciuffo di prezzemolo
500 gr di pomodoro pelato
30 gr di uvetta sultanina
30 gr di pinoli
1 cucchiaio di zucchero
1 mela
la scorzetta di un limone grattugiata
6 prugne secche
1 bicchiere di vino bianco secco
1/2 bicchiere di aceto bianco

Preparazione

Mettete sul fuoco una casseruola con un dl di olio, la cipolla e l'aglio ben tritati, fateli rosolare e unitevi il prezzemolo tritato, il vino e l'aceto. Fate evaporare e aggiungete il pomodoro pelato privato dai semi e ridotto in filetti. Mescolate e lasciate cuocere per 10 minuti, poi aggiungete la scorza di limone grattugiata, la mela sbucciata e tagliata a fettine, le prugne snocciolate e ridotte in filettini, l'uvetta e i pinoli, un bicchiere di acqua calda, peperoncino, sale e pepe. Mescolate tutto bene e proseguite la cottura per 15 minuti ancora.
Lavate accuratamente il baccalà tagliato a pezzi, asciugatelo in uno strofinaccio da cucina e spolverizzatelo di farina da un lato e dall'altro.
Preparate sul fuoco medio una teglia grande quanto possa contenere tutto il baccalà in un solo strato con poco olio. Adagiatevi i pezzi di baccalà e fateli dorare per qualche minuto anche dall'altro lato. Distribuite sopra tutto il condimento. Coprite la teglia e lasciate cuocere per altri 15-20 minuti.
Trascorso il tempo di cottura, trasferitelo nel piatto di portata e portate in tavola spolverizzando in superficie il prezzemolo tritato.
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