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lunedì 7 febbraio 2011
Novità nei vini: COS e Planeta
Quest'anno la lista di vini della Trattoria Trinacria si è arricchita di due marchi siciliani prestigiosi: COS e Planeta.
Giambattista Cilia detto Titta, Giusto Occhipinti e Pinuccia Strano hanno cominciato a produrre vino per passione ed hanno finito per creare una delle aziende agricole più qualificate della Sicilia: COS, che rappresenta le iniziali dei loro cognomi.
Nonostante il loro fosse un prodotto amatoriale, si è rivelato fin da subito di gran qualità.
Per questo motivo hanno investito non solo nella cantina, dotandola di modernissime tecnologie (i loro vini oggi fermentano a temperatura controllata e maturano nelle barriques), ma anche nella ristrutturazione di un maestoso casale divenuto sede della COS e nella costruzione di una nuova cantina inaugurata nel 2008.
I vini Planeta si possono leggere come un "Viaggio in Sicilia". Un percorso cioè da occidente a oriente, che da Sambuca di Sicilia e Menfi porta sino a Vittoria, a Noto e all'Etna. Queste tappe rappresentano cinque cantine che Planeta ha inserito all'interno dei propri vigneti e che testimoniano il profondo legame con la piu' antica tradizione enologica siciliana e il suo patrimonio di varieta' autoctone.
Ma Planetanon è solo questo. L'altra faccia del progetto esula dall'isola e si dedica a grandi classici dell'enologia internazionale interpretati da un territorio che li marca in maniera inconfondibile, dando vita a vini profondamente siciliani tanto quanto i grandi autoctoni.
Tutta l'attivita' dell'azienda di Alessio, Francesca e Santi Planeta ha poi un filo conduttore: la sostenibilita' ambientale.
Scegliendo questi vini, Trinacria desidera non solo offrire ai propri clienti prodotti tipici d'eccellenza, ma permettere loro di gustare un'esperienza, di tuffarsi in aromi e profumi di Sicilia.
Venite a gustarli, vi aspettiamo!
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lunedì 24 gennaio 2011
Ricetta Siciliana: Calamaretti e seppioline in umido
foto by girolame
Questa ricetta ci riporta alla mente Cefalù... non sentite anche voi il rumore del mare, gli schiamazzi sulla spiaggia, il tramonto e quella voglia pungente di sedersi ad un tavolino, magari in riva al mare e gustare un bel piatto di calamari e seppioline? Semplici semplici, senza bisogno di complicarsi la vita! Un'indicazione però, prima di lasciarvi la ricetta, vogliamo darvela: il segreto di questo piatto sta nel cucinare i molluschi in un tegame di coccio, senza mai alzare il coperchio, se non al momento di servire. E buon appetito!
Ingredienti
1 kg di calamaretti e seppioline
3 pomodori pelati
prezzemolo
aglio
sale
peperoncino rosso
olio d'oliva
Preparazione
Pulite un kg di calamaretti e seppioline e dividete i tentacoli dalle sacche (ricordatevi di togliere l'ossea lamina dorsale alle seppie). In un tegame di coccio, mettete i molluschi, la polpa di 3 pomodori pelati, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 spicchio d'aglio anch'esso tritato, sale, peperoncino rosso e 2 cucchiai di olio d'oliva. Schermate il fuoco e, a tegame sempre coperto, fate cuocere per 20 minuti. Serviteli subito nello stesso recipiente di cottura.
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mercoledì 29 dicembre 2010
Ricetta Siciliana: Olive fritte
Foto by airefresco
Avete già definito il menu del cenone di Capodanno? Forse potreste aver voglia di un antipasto sfizioso e diverso dal solito. Ecco la ricetta per olive fritte gustosissime, da offrire con un Contessa Entellina Chardonnay.
Ingredienti
10 olive nere a persona
olio
aglio
mezzo biccchiere di aceto di vino
origano
Preparazione
Calcolate per ciascun commensale una decina di olive nere grosse e polpose, già dissalate. Mettetele in una padella con un poco d'olio e aglio schiacciato e fatele soffriggere per qualche minuto. Poi versate nella padella mezzo bicchiere di aceto di vino e, quando si sarà ridotto di due terzi, aromatizzate con origano. Qualche altro minuto sul fuoco e le olive fritte sono pronte. Vanno servite ben calde.
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lunedì 27 dicembre 2010
Ricetta Siciliana: Frittata campagnola
foto by Fabio Ricco
Pranzi e cene di Natale ci hanno appesantito e siamo ancora in attesa del cenone di Capodanno?
In questi giorni di mezzo, cerchiamo di non strafare. Prepariamo piatti semplici ma gustosi. Ecco ad esempio la ricetta per una frittata rustica, ricca di verdure.
Ingredienti per 6 persone
150 gr di carote
200 gr di patate
100 gr di piselli
100 gr di cipolla
200 gr di champignons
50 gr di prosciutto cotto
50 gr di parmigiano grattugiato
10 uova
50 gr di burro
1 ciuffo di prezzemolo
1 mazzetto di basilico
mezzo bicchiere di olio d'oliva
sale, pepe
Preparazione
Sbucciate le patate e raschiate le carote, lavatele, riducetele in quadratini e trasferiteli in u tegamino con acqua fredda salata, unitevi i piselli e fateli lessare su fuoco moderato fino a sentirli teneri, quindi scolateli e teneteli da parte. Affettate sottilmente la cipolla e fatela appassire con il burro in una padella su fuoco medio, unitevi gli champignons e le verdure lessate, mescolate tutto e lasciate insaporire per qualche minuto. Ritirate la padella dal fuoco e tenete da parte. Frullate le uova in un recipiente che possa contenere tutti gli ingredienti, unitevi prezzemolo e basilico tritati, il prosciutto tagliato a striscioline, tutto il composto della padella e il parmigiano, mescolate bene tutto, regolando di sale e pepe. In una teglia inaderente unta d'olio versare tutto, irrorare la superficie con un filo d'olio, introducete la teglia nel piano centrale del forno già riscaldato a 160° e lasciate cuocere per 30-40 minuti. Ritirate la frittata ben dorata e croccante, trasferitela in un piatto da portata rotondo e portate in tavola accompagnata con patatine fritte o insalata mista.
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giovedì 23 dicembre 2010
Buone feste!
foto by Stefano Liboni
Il Natale è ormai alle porte, impazzano i preparativi per cenoni e pranzi di festeggiamento con parenti ed amici ed anche noi della Trattoria Trinacria vogliamo porgervi i nostri auguri per un Natale sereno e ricco di tante cose buone. Salutiamo tutti coloro che torneranno in Sicilia per trascorrere le feste con la famiglia ed invitiamo al ristorante quelli che rimarranno a Milano, per gustare insieme sapori e colori della nostra isola.
Auguri a tutti!
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lunedì 13 dicembre 2010
Grazie a ...Profumi e Colori...
Carissimi amici, con grande piacere abbiamo ricevuto un messaggio da Manu di ...Profumi e Colori... che ha realizzato una delle nostre ricette. Da un po' di tempo era alla ricerca della ricetta per la pasta con le sarde. Noi ne abbiamo pubblicato una versione, ed ecco che lei l'ha realizzata: trenette con le sarde/alici.
Siamo folto felici di poter contribuire alla diffusione della cucina siciliana e di vedere che il nostro blog vi aiuta in cucina e vi rende felici. Ci farebbe molto piacere avervi alla Trattoria per conoscervi personalmente.
Un caro saluto a tutti e complimenti a Manu! :-)
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giovedì 9 dicembre 2010
Ricetta Siciliana: Carciofi "tappati" alla casalinga
foto by rfarmer
Per tutti quelli che ricordano il Cinar e per tutti i feticisti dei carciofi, oggi pubblichiamo la ricetta per carciofi "tappati". Curiosi? Essendo una ricetta siciliana non può che riservarvi sapori forti e gusto deciso... metteteli alla prova!
Ingredienti per 6 persone
12 carciofi teneri
1,500 kg di pomodoro fresco
100 g di prosciutto cotto
100 g di pangrattato
100 g di caciocavallo grattugiato
2 cipolle
6 uova
passolini (uva passa) e pinoli
1 mazzetto di prezzemolo
1 rametto di basilico
2 dl di olio d'oliva
1/2 limone
sale e pepe
Preparazione
Lavate i pomodori, tagliateli in quattro pezzi e metteteli in un tegame, unite la cipolla affettata, il rametto di basilico, metà dell'olio, sale e pepe, ponete il recipiente sul fuoco medio e fate cuocere per 30 minuti mescolando spesso con una paletta di legno evitando così che qualcosa si attacchi al fondo.
Nel frattempo pulite i carciofi eliminando le foglie più dure, privateli dei gambi e spintateli fino a raggiungere la parte più tenera. Man mano che sono pronti immergeteli in acqua acidulata con succo di limone, affettate sottilmente la seconda cipolla e fatela appassire con tre cucchiai di olio in un padellino con fuoco moderato, versatela in una terrina, unite il prosciutto ridotto in striscioline sottili, le passoline e i pinoli (che avrete provveduto a mettere a bagno in acqua tiepida per 20 minuti), il formaggio grattugiato, il prezzemolo tritato, sale e pepe.
Aggiungetevi due uova sbattute con uan forchetta e mescolate tutti gli ingredienti bagnandoli con due cucchiai di olio. Sgocciolate i carciofi dall'acqua acidulata, allargatene la cavità centrale, con l'aiuto di un cucchiaino estraetene l'eventuale l'eventuale fieno, salateli e pepateli all'interno e farcite con il composto preparato pressando bene e facendo in modo che prenda la forma di un tappo. Sbattete con una forchetta le rimanenti uova, immergetevi i carciofi soltanto dalla parte del tappo e man mano disponeteli col tappo in giù in una padella dove avrete fatto riscaldare il rimanente olio per fare raffermare bene il tappo e prendere nello stesso tempo un colore dorato. Passate da un setaccio il pomodoro, facendolo cadere nello stesso recipiente della cottura, tuffatevi con molta delicatezza i carciofi, regolate di sale e pepe e lasciateli cuocere per 40 minuti circa, muovendoli di tanto in tanto. A cottura completa disponeteli in un piatto concavo da portata irrorateli con il loro sugo e serviteli.
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lunedì 29 novembre 2010
Grazie a Paolaotto di Profumo di biscotti!
Oggi vorremmo ringraziare una nostra lettrice, che ha realizzato una delle nostre ricette siciliane: Paolaotto del blog Profumo di biscotti.
Paola ha cucinato i nostri fagottini alla ricotta, trasformandoli in fantastiche polpettine da antipasto.
Complimenti anche per la bellissima fotografia!
Speriamo che anche altri ci inviino i loro risultati e... aspettiamo tutti al ristorante per fare la vostra conoscenza di persona! :-)
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giovedì 25 novembre 2010
Ricetta Siciliana: Zeffiri di pollo
Foto by Niccolò Caranti
Che cosa potremmo cucinare e riporre in una di queste tazze colorate?
Si tratta di un secondo piatto, mooolto speciale: gli zefiri di pollo. Non ne avete mai sentito parlare?
In effetti hanno una preparazione particolare, che abbina crema e panna montata a sapori salati.
Fateci sapere che cosa ne pensate!
Ingredienti
mezzo litro di latte
6 tuorli d'uovo
6 petti di pollo
150 g di panna montata
sale
2 o 3 fogli di colla di pesce
Preparazione
Fate una crema con mezzo litro di latte e 6 tuorli d'uovo. A questa crema aggiungete 6 petti di pollo, lessati o rosolati, pestati a lungo nel mortaio e passati a setaccio, 150 g di panna montata con poco sale, 2 o 3 fogli di colla di pesce sciolta in mezzo bicchiere di acqua calda. Versate dentro tazze senza manico, che terrete varie ore sotto ghiaccio prima di portarle a tavola.
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lunedì 22 novembre 2010
Ricetta Siciliana: Coniglio alla cacciatora
Foto by DIGISEA
Capita di incontrare persone che non mangino il coniglio, mentre molte altre ne vanno pazze. La decisione di non mangiarlo forse deriva dalla tenerezza che l'animale suscita in noi? Per tutti coloro che si sentano carnivori e non abbiano paura di mordere questo coniglietto, ecco una ricetta classica per la cacciatora.
Se passate da Milano, vi apsettiamo presso la nostra Trattoria... dove per ora il coniglio non è a menu! :-)
Ingredienti
1 coniglio
farina
cipolla
aglio
prezzemolo
2 bicchieri di vino rosso
conserva di pomodoro
sale
pepe
brodo di carne
capperi
2 coste di sedano
100 g di olive verdi snocciolate
Preparazione
Tagliate a tocchi il coniglio già pulito da testa, zampe e interiora. Passate nella farina i tocchi e fateli rosolare in un battuto di cipolla, aglio e prezzemolo. Dopo avervi fatto evaporare 1 bicchiere di vino rosso, aggiungere 1 cucchiaio scarso di conserva di pomodoro, diluita in poca acqua calda. Salate, pepate e, se occorre, aggiungete del brodo leggero di carne sino a coprire la carne. Regolate il fuoco e portate il coniglio a metà cottura. A questo punto unite un pugno di dissalati, 2 coste di sedano già sbollentate e tagliate a pezzi e 100 g di olive verdi, snocciolate e tagliuzzate. Diluite con un altro bicchiere di vino rosso e completate la cottura.
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giovedì 18 novembre 2010
Ricetta Siciliana: Spaghetti con il nero di seppia
Il nero di seppia si usa in varie ricette in giro per il Mediterraneo, ma gli spaghetti rappresentano forse il primo piatto che ci viene in mente quando pensiamo a questo condimento.
Anche la cucina siciliana prevede "ricette nere", come questa che vi lasciamo oggi.
Vi aspettiamo però alla Trattoria Trinacia per gustare il nostro fantastico primo piatto (vd album Foto dal Menu)!
Ingredienti per 6 persone
300 gr di seppie fresche
1 cipolla piccola
3 spicchi di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di olio
300 gr di pomodori pelati
1 mazzetto di prezzemolo
sale, pepe
Preparazione
Pulite le seppie staccando i tentacoli dalle teste, svuotate le sacche estraendo le vescichette del nero e metteteli da parte (facendo attenzione a non romperli): Eliminate la pellicina che ricopre le seppie, lavatele accuratamente sotto l'acqua corrente e tagliatele a striscioline, tagliuzzate finemente anche i tentacoli.
Ponete sul fuoco un tegame con 1 bicchiere di olio, la cipolla tritata e l'aglio a lamelle, fateli rosolare per qualche minuto, unitevi le vescichette che bucherete man mano con i rebi di una forchetta, bagnate ancora con un poco di acqua calda e completate la cottura mescolando bene.
Nel frattempo fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente, versateli nella zuppiera e mescolateli con il condimento.
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lunedì 15 novembre 2010
Ricetta Siciliana: Bocconcini ricotta e prosciutto
Foto by Tine72
Che cosa fareste con questi bei cestini di ricotta fresca? A parte ravioli, torte salate e mousse varie, possiamo utilizzarla per preparare un antipasto veloce, ma gustosissimo.
Eccovi la ricetta!
Ingredienti per 6 persone
600 gr di ricotta di pecora
150 gr di prosciutto cotto magro
300 gr di pangrattato
10 gr di funghi secchi
60 gr di farina
5 uova
sale e pepe
Preparazione
Mettete i funghi per 20 minuti a bagno in acqua tiepida. Passate poi la ricotta da un setaccio, raccogliendola in una terrina, unitevi il prosciutto tritato finemente, i funghi sgocciolati dall'ammollo e tritati, 3 uova; salate e pepate. Mescolate insieme gli ingredienti per ottenere un composto amalgamato alla perfezione.
Formate con il composto delle polpettine grandi quanto una noce, appiattitele leggermente con il palmo delle mani; sbattete lee due uova rimaste in una terrina e unitevi un pizzico di sale. Passate velocemente le polpettine nella farina, poi nell'uovo e successivamente neel pangrattato. Friggetele in abbondante olio bollente fino a che abbiano assunto un bel colore dorato e una consistenza croccante.
Trasferitele in un piatto avendo cura di sgocciolarle per bene, guarnite con foglioline verdi e servite ben caldo.
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giovedì 11 novembre 2010
Storia della Sicilia: La Sicilia Romana
Siracusa e gli specchi ustori
Avete mai sentito parlare degli specchi ustori? NO? Bene ecco la nozione di storia che vi lasciamo oggi, naturalmente riguardo la storia della Sicilia! :-)
La dominazione romana in Sicilia iniziò il 10 marzo 241 a.C. (con la vittoria di Torquato Attico e Catulo sulle truppe cartaginesi di Annone nella battaglia delle isole Egadi) e si concluse nel 440, con la spedizione del vandalo Genserico, che conquistò l'isola.
Roma iniziò a intervenire in Sicilia in occasione di un conflitto scoppiato tra i Mamertini di Messina e i Siracusani, durante la prima guerra punica. I Mamertini, chiesero, ed ottennero, l'aiuto di Roma che intervenne militarmente nell'isola. Al termine della guerra Roma aveva occupato la massima parte dell'isola, eccetto Siracusa che conservò un'ampia autonomia (pur dovendo accettare la supremazia romana nella regione).
Il tiranno aretuseo, Geronimo, durante la seconda guerra punica, cambiando le alleanze, attirò nuove truppe romane alle porte di Siracusa. Anche i cartaginesi mandarono truppe nell'isola e fra Palermo, Siracusa, Agrigento e Enna, Roma e Cartagine si affrontarono direttamente in battaglie e assedi alternandosi a tratti nel controllo dell'isola. La conclusione di questa parte della guerra avvenne con la presa di Siracusa da parte delle forze di Marco Claudio Marcello, con la famosa morte di Archimede che aveva aiutato la sua città con le sue macchine e con i suoi specchi ustori. Siracusa poi - non più regno alleato - verrà inglobata nella Provincia di Sicilia di cui diventerà capitale.
La Sicilia divenne così la prima provincia territoriale di Roma e una delle più prospere e tranquille, sebbene la sua storia sia stata turbata da due gravi episodi di rivolta servile, una in Sicilia orientale dal 140 al 132 a.C., capeggiata da Euno e soffocata dal console Publio Rupilio; l'altra in Sicilia occidentale dal 101 al 97 a.C., capeggiata da Salvio Trifone e soffocata da Manio Aquilio: entrambe sono state trattate da Diodoro Siculo, con dovizia di particolari che consentono, fra l'altro, di avere un'idea della massiccia presenza di schiavi in Sicilia (200.000 circa), del loro sfruttamento e, conseguentemente, delle attività economiche ivi praticate.
Il governo isolano fu riorganizzato sotto la guida di un pretore, coadiuvato da due questori, uno a Siracusa e l'altro a Lilibeo e da un consiglio provinciale che però non aveva poteri effettivi.
Durante il governo repubblicano romano, tutte le città godevano di una certa autonomia ed emettevano monete di piccolo taglio, ma si diversificavano tra loro per il tipo di organizzazione amministrativa. Ad esempio Messina Tauromenio e Netum (= Noto) erano civitates foederatae, in quanto già alleate di Roma, Segesta e Palermo erano liberae ac immunes; altre erano civitates decumanae, cioè pagavano la decima secondo il sistema già in uso ai tempi di Gerone II fornendo così a Roma un tributo annuo di circa 2 milioni di moggi di grano (un quinto del fabbisogno dell'Urbe). Altre città ancora erano le civitates censoriae, comunità la cui terra era stata confiscata e resa ager publicus e per la quale dovevano pagare un affitto, oltre alla decima. L'accordo fra i triumviri Antonio, Ottaviano e Lepido riconosce nel 39 a.C. a Sesto Pompeo, figlio di Pompeo Magno, la giurisdizione sulla Sicilia, oltre che su Sardegna e Corsica. Più tardi, però, le guerre civili si concludono con la vittoria definitiva di Ottaviano e Sesto Pompeo viene sconfitto da Agrippa.
da Wikipedia
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giovedì 4 novembre 2010
Storia della Sicilia: La Sicilia Fenicia
Il sito archeologico di Solunto
Proseguiamo il nostro viaggio nella storia, con il capito successivo deddicato alla Sicilia Fenicia.
DIte la verità... quanto ci ricordiamo dai libri di storia? Via, un ripassino non farà male!
I Fenici erano un popolo semita, che dall'odierno Libano stabilì un gran numero di colonie in tutto il mar Mediterraneo. La loro importanza fu offuscata da una delle colonie, Cartagine, fondata nell'814 a.C. nel nord dell'odierna Tunisia. Inizialmente, gli insediamenti, che erano di tipo commerciale(empori), erano diffusi su tutta la costa, ma con l'arrivo dei Greci si dovettero ritirare nella zona occidentale, dove fondarono vere e proprie città residenziali.
Nel 734 a.C. i Fenici avevano fondato Mabbonath l'odierna Palermo, già abitata dai Sicani. Dello stesso periodo è la fondazione di Mtw cioè Mozia, che si ingrandì molto ospitando i Fenici espulsi dai Greci. Kfra (Solunto) fu il terzo polo delle colonie fenice in Sicilia, fondato intorno al 700 a.C. Le tre città rivestirono un ruolo di primaria importanza nei commerci con le zone circostanti e validi porti amici per le navi degli alleati Elimi e Sicani.
L'importanza di Cartagine in ambito mediterraneo iniziò a farsi sentire nel V secolo a.C. Con la spedizione di Malco attorno al 550 a.C. la città estese la propria influenza sull'occidente siciliano. Nel 480 a.C. il generale Amilcare, forte di un esercito di 300.000 uomini (secondo quanto riferito da Diodoro Siculo) e dell'alleanza con i Persiani, sbarcò nei pressi di Palermo con per la prima della campagne siciliane. Fu però sconfitto nella battaglia di Imera: questa disfatta ridimensionò le mire cartaginesi sull'isola per 70 anni circa. In ogni caso, l'estremità occidentale isolana rimase sotto l'influenza cartaginese.
Nel 410 a.C. le guerre ripresero con la seconda e terza campagna siciliana dei Cartaginesi. Questa volta i protagonisti furono Annibale Magone e poi Imilcone II per i Cartaginesi e Dionisio I di Siracusa in rappresentanza dei Greci di Sicilia. I Cartaginesi riuscirono a conquistare Selinunte, Imera, Agrigento, Gela e Camarina, per poi fermarsi alle porte di Siracusa, sconfitti dall'esercito aretuseo e dalla peste.
Nel 315 a.C. iniziò la quarta campagna siciliana: Agatocle di Siracusa attaccò ed espugnò Messina, per poi passare alla devastazione della campagne di Agrigento entrando in pieno "epicrazia" cartaginese. Amilcare II guidò la controffensiva africana, e batté ad Ecnomo Agatocle e mettendo sotto assedio Siracusa. Agatocle assediò a sua volta Cartagine e riuscì nonostante la sconfitta a romprere l'assedio in Sicilia.
I mercenari di Agatocle, chiamati Mamertini, rimasti senza lavoro, conquistarono Messina. Intervenne Siracusa e i Mamertini chiamarono in aiuto Cartagine che ne approfittò per insediarsi a Messina e mettere finalmente piede su una sponda dello stretto. Anche i Romani furono chiamati in aiuto dai Mamertini e, dopo lunga discussione, decisero di intervenire. L'attacco romano alla forze cartaginesi di Messina scatenò la Prima Guerra Punica, che durò dal 264 a.C. al 241 a.C. Al termine del conflitto Cartagine fu costretta a lasciare definitivamente l'isola.
(da Wikipedia)
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martedì 2 novembre 2010
Ricetta Siciliana: Pasta con broccoli in tegame
Foto by churl
Sei un broccolo! Vi è mai capitato di scherzare con questa verdura? Oltre a fare molto bene alla salute, ad avere cioè proprietà antitumorali ormai riconoscuite, i broccoli colorano la nostra pasta e le danno un sapore inconfondibile e delizioso. Vediamo insieme questa ricetta, che li abbina ad altri ingredienti classici della cucina siciliana, come l'uva passolina ed i pinoli.
Ingredienti
1 cavolfiore
2 spicchi d'aglio
3 filetti di sarde
concentrato di pomodoro
sale
pepe
50 g di pinoli
50 g di uva passolina
zafferano
600 g di bucatini
Preparazione
Dividere le cime di un cavolfiore di media grandezza, che lesserete in acqua salata. A metà cottura, scolatele e tenetele da parte, così come farete con il liquido di cottura. In un tegame di coccio dai bordi alti, soffriggete 2 spicchi d'aglio e, nel soffritto fate sciogliere 3 filetti di sarde sotto sale. Versate poi 2 cucchiai di concentrato di pomodor diluito in poca acqua, che farete cuocere per 10 minuti, quindi unite le cime del cavolfiore. Salate, pepate, coprite il tegame e lasciate cuocere il cavolfiore finchè non si sarà appena sfatto. Unite, a questo punto, 50 g di pinoli, 50 g di uva passolina, già fatta rinvenire, e qualche filamento di zafferano sciolto in acqua calda. Nell'acqua del cavolfiore, lessate 600 g di bucatini, che toglierete a metà cottura, versandoli nel tegame della salsa. Mescolate e, dopo qualche minuto, togliete il tegame dal fuoco, copritelo e lasciate riposare per 5/10 minuti. Servite.
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giovedì 28 ottobre 2010
Ricetta siciliana: Cotognata
Foto by patrizia_ferri
Conoscete le mele cotogne? Quelle dalla forma strana che sembrano quasi antiche... sarà perchè questa fotografia sembra proprio un quadro... dal sapore rinascimentale!
Tutt'altro sapore, invece, ha la ricetta che vi presentiamo oggi per la cotognata.
Avete mai provato a farla? Ecco allora l'occasione giusta!
Ingredienti per 6 persone
1,2 kg di mele cotogne
zucchero semolato
2 limoni
Preparazione
Sbucciate le mele cotogne, tagliatele in quattro e privatele dei semini, metendole man mno a bagno di acqua acidulata con il succo di mezzo limone.
Trasferitele poi in un tegame, copritele di acqua fredda unitevi un pizzico di sale e la scoza di mezzo limone e fatele cuocere a fuoco moderato fino a quando le sentirete tenere infilzandole con uno stecchino. A cottura completata scolatele e passatele da un setaccio a maglia fine, raccogliendo il passato che dovrebbe pesare circa un chilo. Versatele nello stesso recipiente, unite la stessa quantità di zucchero e il succo filtrato di mezzo limone. Ponete il tegame sul fuoco e senza mai smettere di mescolare con una paletta di legno, fate cuocere gli ingredienti sino ad ottenere un composto molto asciutto che si staccherà sia dal fondo che dalle pareti del recipiente.
Mentre il composto è ancora caldo eliminate la scorza di limone e versate la cotognata nelle apposite formette di terracotta che lascerete raffreddare a temperatura ambiente.
Poi capovolgetele in un grande vassoio e lasciatele ad asciugare per 4 o 5 giorni o, in ogni caso, fino a quando sulla cotognata affiorerà un sottile velo bianco. Solo a questo punto la cotognata è pronta per essere consumata. Se deisderate poi conservarla per diverso tempo, abbiate cura di avvolgere i pezzetti nella carta oleata e conservarli in un luogo fresco.
lunedì 25 ottobre 2010
Ricetta Siciliana: Caponata
Foto by elena's pantry
Pensate ad una ricetta proprio tipica tipica della Sicilia, che ancora non abbiamo pubblicato...
Siiii! Oggi facciamo la caponata!! Alla Trattoria Trinacria troverete sempre la vostra razione quotidiana. Per chi invece si voglia dilettare, ecco qui una ricettina da provare. Gustosissima! :-P
Ingredienti
6 melanzane
sale
2 cipolle
2 sedani
4 pomodori
200 g di olive verdi snoccciolate
3 cucchiai di capperi
basilico
zucchero
aceto
Preparazione
Tagliate a dadi 6 belle melanzane siciliane, ponete i dadi in un capace colapasta, cospargeteli di sale e lasciateli un'ora a perdere il loro liquido amarognolo. Poi friggeteli in olio bollente e teneteli da parte. Versate l'olio di frittura in un tegame largo e a bordi bassi e soffriggetevi 2 cipolle finemente affettate, alle quali aggiungerete poi il cuore di 2 sedani, già sbollentati e tagliati a pezzi, 4 pomodori maturi pelati, privati dei semi e tagliuzzati, 200 g di olive verdi snocciolate e divise a metà, 3 cucchiai di capperi dissalati e sale quanto occorre. Fate cuocere la salsa fino a quando il sedano non risulterà ben cotto e, a questo punto, aggiungete le melanzane con qualche fogliolina di basilico. Continuate la cottura per altri 10 minuti, mescolando spesso, poi cospargete la caponata con un cucchiaio e mezzo di zucchero e diluitela con mezzo bicchiere di aceto (se è aceto forte, altrimenti aummentate la quantità). Ancora qualche minuto sul fuoco e il piatto è pronto. Va servito freddo.
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giovedì 21 ottobre 2010
Storia della Sicilia: La Sicilia Greca
Cominciamo una sezione del blog dedicato alla storia della Sicilia. Terra ricchissima di storia appunto, di cultura, di reperti archeologici... Possiamo davvero vantare un'isola il cui splendore è famoso in tutto il mondo! Ma quanto realmente conosciamo di questa storia? Partiamo dall'inizio, ma non troppo! :-)
La storia della Sicilia, massima isola del mar Mediterraneo per superficie e popolazione, è stata influenzata dai tanti dominatori che sono passati sul suolo. Grazie alla sua posizione geografica, la Sicilia ha avuto un ruolo di grande importanza negli eventi storici che hanno avuto come protagonisti i popoli del Mediterraneo.
L'avvicendarsi di molteplici civiltà ha arricchito la Sicilia di insediamenti urbani, di monumenti e di vestigia del passato che fanno della regione uno dei luoghi privilegiati dove la storia può essere rivissuta attraverso le immagini dei segni che il tempo non ha scalfito e ha tramandato sino ai nostri giorni.
La storia del periodo greco della Sicilia si fa risalire convenzionalmente alla fondazione della prima colonia, quella di Naxos nel 735 a.C., fondata da coloni Calcidesi. Con questo fatto la Sicilia entra a pieno titolo nella storia del Mediterraneo greco. Negli anni seguenti è tutto un susseguirsi di insediamenti di coloni che porranno le basi della storia della Sicilia dei secoli successivi determinandone la lingua, la cultura e l'arte. Siracusa nasce nel 734 a.C. ad opera di coloni corinzi, Messina nel 730 a.C., Catania nel 729 a.C. grazie ai calcidesi, Megara Hyblaea nel 728 a.C. dai megaresi, Gela nel 689 a.C. fondata da rodiesi e cretesi, Selinunte nel 650 a.C. da coloni megaresi, Akragas (Agrigento) nel 581 a.C. da gelesi: tutta la costa orientale quindi viene colonizzata dai greci, poiché le stesse colonie, sviluppatesi creano altre colonie. È l'esempio di Siracusa, la più importante città greca dell'isola che fonda anche le colonie di: Akrai (664), Casmene (643) e Kamarina (598).
(da Wikipedia)
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lunedì 18 ottobre 2010
Ricetta siciliana: Minestra di patate e peperoni
Foto by AMSimonini
Eccoci di ritorno dopo il Week End. Avete fatto bagordi culinari o vi siete attenuti alla dieta anche durante i giorni di riposo? Nel caso in cui non foste a dieta, ma aveste ugualmente voglia di qualcosa di non troppo impegnativo, ecco per voi una minestra gustosissima a base di patate e peperoni. Si, forse non sarà leggerissima, ma.. provare per credere! :-)
Ingredienti
Olio d'oliva
1 cipolla
500 g di patate novelle
3 peperoni
Sale
Pepe
Prezzemolo
Preparazione
In un tegame di coccio, con mezzo bicchiere d'olio d'oliva, affettate finemente una cipolla, alla quale unirete 500 g di patate novelle tagliate a tocchi e 3 peperoni ridotti a listarelle sottili. Ricoprite il tutto con acqua o brodo, salate, pepate, coprite ilte game e ponetolo su fuoco schermato. portate ad ebollizione e lascita cuocere dolcemente per mezz'ora. al momento di servire, ppoco prima di togliere il tegame dal fornello, cospargete la minestra di prezzemolo tritato.
giovedì 14 ottobre 2010
Ricetta siciliana: Raviolini dolci di ricotta
Foto by foodiesathome
Per concludere il pranzo, appena prima del caffè, provate ad offrire ai vostri ospiti questi raviolini fritti con la ricotta... sono una delizia!
Avete alternative da segnalare?
Ingredienti per 6 persone
600 g di farina
400 g di ricotta di pecora
200 g di zucchero
80 g di zucca candita
50 g di burro
3 uova
1 bustina di zucchero vanigliato
mezza bustina di lievito per dolci
1 pizzico di vaniglia
1 pizzico di cannella in polvere
sale
Preparazione
Setacciate la farina e formatene una fontana sul piano di lavoro, unite il burro morbido, l'uovo, mezza bustina di zucchero vanigliato e mezza bustina di lievito per dolci. Impastate tutti gli ingredienti, aggiungendovi l'acqua necessaria per ottenere un composto liscio e non troppo sodo: formatene una palla e lasciatela riposare per un'ora in un luogo tiepido coperta da un panno umido. Nel fratempo passate la ricotta da un setaccio raccogliendola in una terrina, unite lo zucchero, un pizzico di vaniglia e uno di cannella in polevere. Rompete le due uova e separando gli albumi dai tuorli unite questi ultimi alla ricotta e mescolate bene.
Al momento debito stendete con il mattarello la pasta in una sfoglia sottile e con l'apposito stampino (o con il bordo sottile di un bicchiere) ricavatene tanti dischetti che disporrete man mano su un tovagliolo infarinato. Mettete nel centro di ciascun disco un cucchiaio di composto di ricotta; poi piegate la pasta a metà e premete lungo il bordo, che avrete in precedenza spennellato con acqua fredda per fare aderire bene i due lembi. Friggete i ravioli in abbondante olio bollente facendoli dorare bene da entrambe le parti. Sgocciolateli bene passadoli anche da un foglio di carta assorbente da cucina, per perdere l'unto in eccesso, poi spolverizzateli con lo zucchero a velo rimasto e serviteli.
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