mercoledì 29 dicembre 2010

Ricetta Siciliana: Olive fritte

Foto by airefresco

Avete già definito il menu del cenone di Capodanno? Forse potreste aver voglia di un antipasto sfizioso e diverso dal solito. Ecco la ricetta per olive fritte gustosissime, da offrire con un Contessa Entellina Chardonnay.


Ingredienti

10 olive nere a persona
olio
aglio
mezzo biccchiere di aceto di vino
origano

Preparazione

Calcolate per ciascun commensale una decina di olive nere grosse e polpose, già dissalate. Mettetele in una padella con un poco d'olio e aglio schiacciato e fatele soffriggere per qualche minuto. Poi versate nella padella mezzo bicchiere di aceto di vino e, quando si sarà ridotto di due terzi, aromatizzate con origano. Qualche altro minuto sul fuoco e le olive fritte sono pronte. Vanno servite ben calde.

lunedì 27 dicembre 2010

Ricetta Siciliana: Frittata campagnola

foto by Fabio Ricco

Pranzi e cene di Natale ci hanno appesantito e siamo ancora in attesa del cenone di Capodanno?
In questi giorni di mezzo, cerchiamo di non strafare. Prepariamo piatti semplici ma gustosi. Ecco ad esempio la ricetta per una frittata rustica, ricca di verdure.

Ingredienti per 6 persone

150 gr di carote
200 gr di patate
100 gr di piselli
100 gr di cipolla
200 gr di champignons
50 gr di prosciutto cotto
50 gr di parmigiano grattugiato
10 uova
50 gr di burro
1 ciuffo di prezzemolo
1 mazzetto di basilico
mezzo bicchiere di olio d'oliva
sale, pepe

Preparazione

Sbucciate le patate e raschiate le carote, lavatele, riducetele in quadratini e trasferiteli in u tegamino con acqua fredda salata, unitevi i piselli e fateli lessare su fuoco moderato fino a sentirli teneri, quindi scolateli e teneteli da parte. Affettate sottilmente la cipolla e fatela appassire con il burro in una padella su fuoco medio, unitevi gli champignons e le verdure lessate, mescolate tutto e lasciate insaporire per qualche minuto. Ritirate la padella dal fuoco e tenete da parte. Frullate le uova in un recipiente che possa contenere tutti gli ingredienti, unitevi prezzemolo e basilico tritati, il prosciutto tagliato a striscioline, tutto il composto della padella e il parmigiano, mescolate bene tutto, regolando di sale e pepe. In una teglia inaderente unta d'olio versare tutto, irrorare la superficie con un filo d'olio, introducete la teglia nel piano centrale del forno già riscaldato a 160° e lasciate cuocere per 30-40 minuti. Ritirate la frittata ben dorata e croccante, trasferitela in un piatto da portata rotondo e portate in tavola accompagnata con patatine fritte o insalata mista.

giovedì 23 dicembre 2010

Buone feste!



Il Natale è ormai alle porte, impazzano i preparativi per cenoni e pranzi di festeggiamento con parenti ed amici ed anche noi della Trattoria Trinacria vogliamo porgervi i nostri auguri per un Natale sereno e ricco di tante cose buone. Salutiamo tutti coloro che torneranno in Sicilia per trascorrere le feste con la famiglia ed invitiamo al ristorante quelli che rimarranno a Milano, per gustare insieme sapori e colori della nostra isola.

Auguri a tutti!

lunedì 20 dicembre 2010

Ricetta Siciliana: Bucatini alla Pirandello


Gli affezionati della Sicilia non possono che adorare il grande Pirandello, a cui è dedicata questa ricetta semplice ma profumata. Perchè non indire allora una cena letteraria con gli amici, cucinare questa bella ricetta e leggere insieme alcuni brani di questo premio Nobel italiano?

Pupi siamo caro Fifi, lo spirito santo entra in noi e si fa pupo.
da Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello

È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere ogni tanto, galantuomo sempre.
Luigi Pirandello


 
Ingredienti per 6 persone

600 gr di bucatini
100 gr di olive nere
100 gr di parmigiano grattugiato
50 gr di burro
30 gr di capperi dissalati
1 kg di pomodoro
5 cucchiai di olio d'oliva
2 spicchi di aglio
3 filetti di acciuga
1 melanzana
1 peperone
1 rametto di basilico
sale, peperoncino

Preparazione

Friggete in olio bollente la melanzana tagliata a cubetti. Arrostite il peperone a fiamma viva su una piastra, spellatelo e dopo aver tolto i semini tagliatelo a listarelle. Fata rosolare l'aglio con l'olio in un tegame, a fiamma bassa, aggiungete le acciughe e fatele sbriciolare schiacciandole con una paletta di legno, unitevi i capperi e le olive snocciolate, rigirate per qualche minuto ed aggiungete il pomodoro pelato tagliato a filetti, salate e pepate, unitevi le foglioline di basilico e fate cuocere per 20 minuti, poi aggiungete il peperone. Fate cuocere per altri 5 minuti, togliete il tegame dal fuoco ed incorporate le melanzane. Fate cuocere i bucatini in abbondante acqua salata, scolateli al dente e versateli in una grande zuppiera con metà del condimento, il burro e metà parmigiano, mescolate bene e condite in superficie con il sugo e il parmigiano rimasto.

giovedì 16 dicembre 2010

Ricetta Siciliana: Pan d'arancia

foto by Mario Ragona

Quanti dolci tipici, non solo della Sicilia, contengono l'aroma dell'arancia... Splendido frutto dalle proprietà eccezionali, ci regala sempre un aroma intenso che si abbina facilmente e ci permette di realizzare piatti dolci e salati. Vediamo oggi insieme questa ricetta per i pan d'arancia. Li avete mai assaggiati?


Ingredienti per 6 persone

225 gr di fecola
250 di farina
150 gr di zucchero semolato
225 gr di burro
150 gr di marmellata di arance
6 uova intere
1 bustina di vaniglia
1 di lievito in polvere
1 bicchiere di succo d'arancia
1 cucchiaio di buccia d'arancia grattugiata
sale

Preparazione

Rompete le 6 uova e separate gli albumi dai tuorli. Lavorate questi ultimi in una terrina con lo zuccehro e il burro (che avrete fatto ammorbidire a temperatura ambiente) poi unitevi la fecola e la farina, più il pizzico di sale, sbattete gli ingredienti con una frusta, fino a ottenere un composto liscio e omogeneo, quindi il succo e la buccia d'arancia, le due bustine di lievito e vaniglia mescolando bene.
Montate gli albumi a neve e incorporateli al composto mescolando delicatamente con una paletta di legno con movimento dal basso verso l'alto. Versate il composto ottenuto in una stampo rettangolare (possibilmente con fondo concavo) imburrato e spolverizzato di farina, livellate bene la superficie della preparazione e introducete lo stampo sul piano centrale del forno già riscaldato a 180° e lasciate cuocere per circa 45 minuti. Controllare la cottura del dolce introducendovi uno stecchino di legno (ne dovrebbe uscire asciutto) nel frattempo fate sciogliere la marmellata con uguale quantità di acqua in un tegamino sul fuoco dolce. Passatela da un setaccio raccogliendola in una ciotola quindi con l'aiuto di una pennellessa spalmatela sul dolce e decorate la superficie con spicchi di arance fresche pelate al vivo. Servite affettando a tavola.

lunedì 13 dicembre 2010

Grazie a ...Profumi e Colori...


Carissimi amici, con grande piacere abbiamo ricevuto un messaggio da Manu di ...Profumi e Colori... che ha realizzato una delle nostre ricette. Da un po' di tempo era alla ricerca della ricetta per la pasta con le sarde. Noi ne abbiamo pubblicato una versione, ed ecco che lei l'ha realizzata: trenette con le sarde/alici.
Siamo folto felici di poter contribuire alla diffusione della cucina siciliana e di vedere che il nostro blog vi aiuta in cucina e vi rende felici. Ci farebbe molto piacere avervi alla Trattoria per conoscervi personalmente.
Un caro saluto a tutti e complimenti a Manu! :-)

giovedì 9 dicembre 2010

Ricetta Siciliana: Carciofi "tappati" alla casalinga

foto by rfarmer

Per tutti quelli che ricordano il Cinar e per tutti i feticisti dei carciofi, oggi pubblichiamo la ricetta per carciofi "tappati". Curiosi? Essendo una ricetta siciliana non può che riservarvi sapori forti e gusto deciso... metteteli alla prova!

Ingredienti per 6 persone

12 carciofi teneri
1,500 kg di pomodoro fresco
100 g di prosciutto cotto
100 g di pangrattato
100 g di caciocavallo grattugiato
2 cipolle
6 uova
passolini (uva passa) e pinoli
1 mazzetto di prezzemolo
1 rametto di basilico
2 dl di olio d'oliva
1/2 limone
sale e pepe

Preparazione

Lavate i pomodori, tagliateli in quattro pezzi e metteteli in un tegame, unite la cipolla affettata, il rametto di basilico, metà dell'olio, sale e pepe, ponete il recipiente sul fuoco medio e fate cuocere per 30 minuti mescolando spesso con una paletta di legno evitando così che qualcosa si attacchi al fondo.
Nel frattempo pulite i carciofi eliminando le foglie più dure, privateli dei gambi e spintateli fino a raggiungere la parte più tenera. Man mano che sono pronti immergeteli in acqua acidulata con succo di limone, affettate sottilmente la seconda cipolla e fatela appassire con tre cucchiai di olio in un padellino con fuoco moderato, versatela in una terrina, unite il prosciutto ridotto in striscioline sottili, le passoline e i pinoli (che avrete provveduto a mettere a bagno in acqua tiepida per 20 minuti), il formaggio grattugiato, il prezzemolo tritato, sale e pepe.
Aggiungetevi due uova sbattute con uan forchetta e mescolate tutti gli ingredienti bagnandoli con due cucchiai di olio. Sgocciolate i carciofi dall'acqua acidulata, allargatene la cavità centrale, con l'aiuto di un cucchiaino estraetene l'eventuale l'eventuale fieno, salateli e pepateli all'interno e farcite con il composto preparato pressando bene e facendo in modo che prenda la forma di un tappo. Sbattete con una forchetta le rimanenti uova, immergetevi i carciofi soltanto dalla parte del tappo e man mano disponeteli col tappo in giù in una padella dove avrete fatto riscaldare il rimanente olio per fare raffermare bene il tappo e prendere nello stesso tempo un colore dorato. Passate da un setaccio il pomodoro, facendolo cadere nello stesso recipiente della cottura, tuffatevi con molta delicatezza i carciofi, regolate di sale e pepe e lasciateli cuocere per 40 minuti circa, muovendoli di tanto in tanto. A cottura completa disponeteli in un piatto concavo da portata irrorateli con il loro sugo e serviteli.

giovedì 2 dicembre 2010

Trattoria Trinacria è su Facebook!


Cari amici, ci siamo decisi ed abbiamo fatto il grande passo... siamo sbarcati su Facebook!
Troverete il profilo di Simone Floridia e la pagina della Trattoria Trinacria.
Vi aspettiamo numerosi ed attivi! :-)
A prestissimo!

lunedì 29 novembre 2010

Grazie a Paolaotto di Profumo di biscotti!



Oggi vorremmo ringraziare una nostra lettrice, che ha realizzato una delle nostre ricette siciliane: Paolaotto del blog Profumo di biscotti.
Paola ha cucinato i nostri fagottini alla ricotta, trasformandoli in fantastiche polpettine da antipasto.
Complimenti anche per la bellissima fotografia!
Speriamo che anche altri ci inviino i loro risultati e... aspettiamo tutti al ristorante per fare la vostra conoscenza di persona! :-)

giovedì 25 novembre 2010

Ricetta Siciliana: Zeffiri di pollo


Che cosa potremmo cucinare e riporre in una di queste tazze colorate?
Si tratta di un secondo piatto, mooolto speciale: gli zefiri di pollo. Non ne avete mai sentito parlare?
In effetti hanno una preparazione particolare, che abbina crema e panna montata a sapori salati.
Fateci sapere che cosa ne pensate!

Ingredienti

mezzo litro di latte
6 tuorli d'uovo
6 petti di pollo
150 g di panna montata
sale
2 o 3 fogli di colla di pesce

Preparazione

Fate una crema con mezzo litro di latte e 6 tuorli d'uovo. A questa crema aggiungete 6 petti di pollo, lessati o rosolati, pestati a lungo nel mortaio e passati a setaccio, 150 g di panna montata con poco sale, 2 o 3 fogli di colla di pesce sciolta in mezzo bicchiere di acqua calda. Versate dentro tazze senza manico, che terrete varie ore sotto ghiaccio prima di portarle a tavola.

lunedì 22 novembre 2010

Ricetta Siciliana: Coniglio alla cacciatora

Foto by DIGISEA

Capita di incontrare persone che non mangino il coniglio, mentre molte altre ne vanno pazze. La decisione di non mangiarlo forse deriva dalla tenerezza che l'animale suscita in noi? Per tutti coloro che si sentano carnivori e non abbiano paura di mordere questo coniglietto, ecco una ricetta classica per la cacciatora.
Se passate da Milano, vi apsettiamo presso la nostra Trattoria... dove per ora il coniglio non è a menu! :-)


Ingredienti

1 coniglio
farina
cipolla
aglio
prezzemolo
2 bicchieri di vino rosso
conserva di pomodoro
sale
pepe
brodo di carne
capperi
2 coste di sedano
100 g di olive verdi snocciolate


Preparazione

Tagliate a tocchi il coniglio già pulito da testa, zampe e interiora. Passate nella farina i tocchi e fateli rosolare in un battuto di cipolla, aglio e prezzemolo. Dopo avervi fatto evaporare 1 bicchiere di vino rosso, aggiungere 1 cucchiaio scarso di conserva di pomodoro, diluita in poca acqua calda. Salate, pepate e, se occorre, aggiungete del brodo leggero di carne sino a coprire la carne. Regolate il fuoco e portate il coniglio a metà cottura. A questo punto unite un pugno di dissalati, 2 coste di sedano già sbollentate e tagliate a pezzi e 100 g di olive verdi, snocciolate e tagliuzzate. Diluite con un altro bicchiere di vino rosso e completate la cottura.

giovedì 18 novembre 2010

Ricetta Siciliana: Spaghetti con il nero di seppia


Il nero di seppia si usa in varie ricette in giro per il Mediterraneo, ma gli spaghetti rappresentano forse il primo piatto che ci viene in mente quando pensiamo a questo condimento.
Anche la cucina siciliana prevede "ricette nere", come questa che vi lasciamo oggi.
Vi aspettiamo però alla Trattoria Trinacia per gustare il nostro fantastico primo piatto (vd album Foto dal Menu)!

Ingredienti per 6 persone

300 gr di seppie fresche
1 cipolla piccola
3 spicchi di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di olio
300 gr di pomodori pelati
1 mazzetto di prezzemolo
sale, pepe

Preparazione

Pulite le seppie staccando i tentacoli dalle teste, svuotate le sacche estraendo le vescichette del nero e metteteli da parte (facendo attenzione a non romperli): Eliminate la pellicina che ricopre le seppie, lavatele accuratamente sotto l'acqua corrente e tagliatele a striscioline, tagliuzzate finemente anche i tentacoli.
Ponete sul fuoco un tegame con 1 bicchiere di olio, la cipolla tritata e l'aglio a lamelle, fateli rosolare per qualche minuto, unitevi le vescichette che bucherete man mano con i rebi di una forchetta, bagnate ancora con un poco di acqua calda e completate la cottura mescolando bene.
Nel frattempo fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente, versateli nella zuppiera e mescolateli con il condimento.

lunedì 15 novembre 2010

Ricetta Siciliana: Bocconcini ricotta e prosciutto

Foto by Tine72

Che cosa fareste con questi bei cestini di ricotta fresca? A parte ravioli, torte salate e mousse varie, possiamo utilizzarla per preparare un antipasto veloce, ma gustosissimo.
Eccovi la ricetta!

Ingredienti per 6 persone

600 gr di ricotta di pecora
150 gr di prosciutto cotto magro
300 gr di pangrattato
10 gr di funghi secchi
60 gr di farina
5 uova
sale e pepe

Preparazione

Mettete i funghi per 20 minuti a bagno in acqua tiepida. Passate poi la ricotta da un setaccio, raccogliendola in una terrina, unitevi il prosciutto tritato finemente, i funghi sgocciolati dall'ammollo e tritati, 3 uova; salate e pepate. Mescolate insieme gli ingredienti per ottenere un composto amalgamato alla perfezione.
Formate con il composto delle polpettine grandi quanto una noce, appiattitele leggermente con il palmo delle mani; sbattete lee due uova rimaste in una terrina e unitevi un pizzico di sale. Passate velocemente le polpettine nella farina, poi nell'uovo e successivamente neel pangrattato. Friggetele in abbondante olio bollente fino a che abbiano assunto un bel colore dorato e una consistenza croccante.
Trasferitele in un piatto avendo cura di sgocciolarle per bene, guarnite con foglioline verdi e servite ben caldo.

giovedì 11 novembre 2010

Storia della Sicilia: La Sicilia Romana

Siracusa e gli specchi ustori

Avete mai sentito parlare degli specchi ustori? NO? Bene ecco la nozione di storia che vi lasciamo oggi, naturalmente riguardo la storia della Sicilia! :-)

La dominazione romana in Sicilia iniziò il 10 marzo 241 a.C. (con la vittoria di Torquato Attico e Catulo sulle truppe cartaginesi di Annone nella battaglia delle isole Egadi) e si concluse nel 440, con la spedizione del vandalo Genserico, che conquistò l'isola.

Roma iniziò a intervenire in Sicilia in occasione di un conflitto scoppiato tra i Mamertini di Messina e i Siracusani, durante la prima guerra punica. I Mamertini, chiesero, ed ottennero, l'aiuto di Roma che intervenne militarmente nell'isola. Al termine della guerra Roma aveva occupato la massima parte dell'isola, eccetto Siracusa che conservò un'ampia autonomia (pur dovendo accettare la supremazia romana nella regione).

Il tiranno aretuseo, Geronimo, durante la seconda guerra punica, cambiando le alleanze, attirò nuove truppe romane alle porte di Siracusa. Anche i cartaginesi mandarono truppe nell'isola e fra Palermo, Siracusa, Agrigento e Enna, Roma e Cartagine si affrontarono direttamente in battaglie e assedi alternandosi a tratti nel controllo dell'isola. La conclusione di questa parte della guerra avvenne con la presa di Siracusa da parte delle forze di Marco Claudio Marcello, con la famosa morte di Archimede che aveva aiutato la sua città con le sue macchine e con i suoi specchi ustori. Siracusa poi - non più regno alleato - verrà inglobata nella Provincia di Sicilia di cui diventerà capitale.

La Sicilia divenne così la prima provincia territoriale di Roma e una delle più prospere e tranquille, sebbene la sua storia sia stata turbata da due gravi episodi di rivolta servile, una in Sicilia orientale dal 140 al 132 a.C., capeggiata da Euno e soffocata dal console Publio Rupilio; l'altra in Sicilia occidentale dal 101 al 97 a.C., capeggiata da Salvio Trifone e soffocata da Manio Aquilio: entrambe sono state trattate da Diodoro Siculo, con dovizia di particolari che consentono, fra l'altro, di avere un'idea della massiccia presenza di schiavi in Sicilia (200.000 circa), del loro sfruttamento e, conseguentemente, delle attività economiche ivi praticate.
Il governo isolano fu riorganizzato sotto la guida di un pretore, coadiuvato da due questori, uno a Siracusa e l'altro a Lilibeo e da un consiglio provinciale che però non aveva poteri effettivi.
Durante il governo repubblicano romano, tutte le città godevano di una certa autonomia ed emettevano monete di piccolo taglio, ma si diversificavano tra loro per il tipo di organizzazione amministrativa. Ad esempio Messina Tauromenio e Netum (= Noto) erano civitates foederatae, in quanto già alleate di Roma, Segesta e Palermo erano liberae ac immunes; altre erano civitates decumanae, cioè pagavano la decima secondo il sistema già in uso ai tempi di Gerone II fornendo così a Roma un tributo annuo di circa 2 milioni di moggi di grano (un quinto del fabbisogno dell'Urbe). Altre città ancora erano le civitates censoriae, comunità la cui terra era stata confiscata e resa ager publicus e per la quale dovevano pagare un affitto, oltre alla decima. L'accordo fra i triumviri Antonio, Ottaviano e Lepido riconosce nel 39 a.C. a Sesto Pompeo, figlio di Pompeo Magno, la giurisdizione sulla Sicilia, oltre che su Sardegna e Corsica. Più tardi, però, le guerre civili si concludono con la vittoria definitiva di Ottaviano e Sesto Pompeo viene sconfitto da Agrippa.

da Wikipedia

lunedì 8 novembre 2010

Ricetta Siciliana: Cavolfiore in pastella al vino bianco

Foto by pizzodisevo

Abbiamo recentemente parlato di broccoli, quindi il passaggio al cavolfiore è quasi un dovere! :-)
Vi presentiamo una ricetta non leggerissima, in quanto stiamo parlando di frittura in pastella, ma che piacerà agli appassionati di antipasti. All'interno del fritto misto all'italiana, magari durante catering importanti, capita spesso infatti di incontrate il cavolfiore fritto in pastella. Perchè non provare a realizzarlo in casa? Da presentare magari anche come contorno sfizioso...
Ecco per voi la ricetta, che utilizza anche il vino bianco.

Ingredinti per 6 persone

1,200 kg di cavolfiore
180 gr di farina
2 dl di vino bianco
2 albumi
olio per friggere
sale

Preparazione

Pulite bene il cavolfiore, dividetelo in cimette e fatelo lessare per 10 minuti in acqua bollente salata, poi sgoccciolatelo e fatelo raffreddare. Nel frattempo mettete la farina setacciata in una terrina, unite un pizzico di sale e versate poco per volta il vino sbattendo contemporaneamente con una frusta metallica fino ad ottenere un composto di media consistenza. Montate a neve gli albumi e incorporateli al composto mescolando delicatamente con un cucchiaio di legno con movimento dal basso verso l'alto evitando che si sgonfi la preparazione. Immergete poco alla volta le cimette nella pastella e friggetele in abbondante olio bollente. Sgocciolatele bene, poi passatele da un foglio di carta assorbente da cucina, trasferitele nel piatto da portata contornato con spicchi di limone e servitele ben calde.

giovedì 4 novembre 2010

Storia della Sicilia: La Sicilia Fenicia

Il sito archeologico di Solunto

Proseguiamo il nostro viaggio nella storia, con il capito successivo deddicato alla Sicilia Fenicia.
DIte la verità... quanto ci ricordiamo dai libri di storia? Via, un ripassino non farà male!

I Fenici erano un popolo semita, che dall'odierno Libano stabilì un gran numero di colonie in tutto il mar Mediterraneo. La loro importanza fu offuscata da una delle colonie, Cartagine, fondata nell'814 a.C. nel nord dell'odierna Tunisia. Inizialmente, gli insediamenti, che erano di tipo commerciale(empori), erano diffusi su tutta la costa, ma con l'arrivo dei Greci si dovettero ritirare nella zona occidentale, dove fondarono vere e proprie città residenziali.

Nel 734 a.C. i Fenici avevano fondato Mabbonath l'odierna Palermo, già abitata dai Sicani. Dello stesso periodo è la fondazione di Mtw cioè Mozia, che si ingrandì molto ospitando i Fenici espulsi dai Greci. Kfra (Solunto) fu il terzo polo delle colonie fenice in Sicilia, fondato intorno al 700 a.C. Le tre città rivestirono un ruolo di primaria importanza nei commerci con le zone circostanti e validi porti amici per le navi degli alleati Elimi e Sicani.

L'importanza di Cartagine in ambito mediterraneo iniziò a farsi sentire nel V secolo a.C. Con la spedizione di Malco attorno al 550 a.C. la città estese la propria influenza sull'occidente siciliano. Nel 480 a.C. il generale Amilcare, forte di un esercito di 300.000 uomini (secondo quanto riferito da Diodoro Siculo) e dell'alleanza con i Persiani, sbarcò nei pressi di Palermo con per la prima della campagne siciliane. Fu però sconfitto nella battaglia di Imera: questa disfatta ridimensionò le mire cartaginesi sull'isola per 70 anni circa. In ogni caso, l'estremità occidentale isolana rimase sotto l'influenza cartaginese.


Nel 410 a.C. le guerre ripresero con la seconda e terza campagna siciliana dei Cartaginesi. Questa volta i protagonisti furono Annibale Magone e poi Imilcone II per i Cartaginesi e Dionisio I di Siracusa in rappresentanza dei Greci di Sicilia. I Cartaginesi riuscirono a conquistare Selinunte, Imera, Agrigento, Gela e Camarina, per poi fermarsi alle porte di Siracusa, sconfitti dall'esercito aretuseo e dalla peste.
Nel 315 a.C. iniziò la quarta campagna siciliana: Agatocle di Siracusa attaccò ed espugnò Messina, per poi passare alla devastazione della campagne di Agrigento entrando in pieno "epicrazia" cartaginese. Amilcare II guidò la controffensiva africana, e batté ad Ecnomo Agatocle e mettendo sotto assedio Siracusa. Agatocle assediò a sua volta Cartagine e riuscì nonostante la sconfitta a romprere l'assedio in Sicilia.

I mercenari di Agatocle, chiamati Mamertini, rimasti senza lavoro, conquistarono Messina. Intervenne Siracusa e i Mamertini chiamarono in aiuto Cartagine che ne approfittò per insediarsi a Messina e mettere finalmente piede su una sponda dello stretto. Anche i Romani furono chiamati in aiuto dai Mamertini e, dopo lunga discussione, decisero di intervenire. L'attacco romano alla forze cartaginesi di Messina scatenò la Prima Guerra Punica, che durò dal 264 a.C. al 241 a.C. Al termine del conflitto Cartagine fu costretta a lasciare definitivamente l'isola.

(da Wikipedia)

martedì 2 novembre 2010

Ricetta Siciliana: Pasta con broccoli in tegame

Foto by churl

Sei un broccolo! Vi è mai capitato di scherzare con questa verdura? Oltre a fare molto bene alla salute, ad avere cioè proprietà antitumorali ormai riconoscuite, i broccoli colorano la nostra pasta e le danno un sapore inconfondibile e delizioso. Vediamo insieme questa ricetta, che li abbina ad altri ingredienti classici della cucina siciliana, come l'uva passolina ed i pinoli.


Ingredienti

1 cavolfiore
2 spicchi d'aglio
3 filetti di sarde
concentrato di pomodoro
sale
pepe
50 g di pinoli
50 g di uva passolina
zafferano
600 g di bucatini

Preparazione

Dividere le cime di un cavolfiore di media grandezza, che lesserete in acqua salata. A metà cottura, scolatele e tenetele da parte, così come farete con il liquido di cottura. In un tegame di coccio dai bordi alti, soffriggete 2 spicchi d'aglio e, nel soffritto fate sciogliere 3 filetti di sarde sotto sale. Versate poi 2 cucchiai di concentrato di pomodor diluito in poca acqua, che farete cuocere per 10 minuti, quindi unite le cime del cavolfiore. Salate, pepate, coprite il tegame e lasciate cuocere il cavolfiore finchè non si sarà appena sfatto. Unite, a questo punto, 50 g di pinoli, 50 g di uva passolina, già fatta rinvenire, e qualche filamento di zafferano sciolto in acqua calda. Nell'acqua del cavolfiore, lessate 600 g di bucatini, che toglierete a metà cottura, versandoli nel tegame della salsa. Mescolate e, dopo qualche minuto, togliete il tegame dal fuoco, copritelo e lasciate riposare per 5/10 minuti. Servite.

giovedì 28 ottobre 2010

Ricetta siciliana: Cotognata


Conoscete le mele cotogne? Quelle dalla forma strana che sembrano quasi antiche... sarà perchè questa fotografia sembra proprio un quadro... dal sapore rinascimentale!
Tutt'altro sapore, invece, ha la ricetta che vi presentiamo oggi per la cotognata.
Avete mai provato a farla? Ecco allora l'occasione giusta!

Ingredienti per 6 persone

1,2 kg di mele cotogne
zucchero semolato
2 limoni

Preparazione

Sbucciate le mele cotogne, tagliatele in quattro e privatele dei semini, metendole man mno a bagno di acqua acidulata con il succo di mezzo limone.
Trasferitele poi in un tegame, copritele di acqua fredda unitevi un pizzico di sale e la scoza di mezzo limone e fatele cuocere a fuoco moderato fino a quando le sentirete tenere infilzandole con uno stecchino. A cottura completata scolatele e passatele da un setaccio a maglia fine, raccogliendo il passato che dovrebbe pesare circa un chilo. Versatele nello stesso recipiente, unite la stessa quantità di zucchero e il succo filtrato di mezzo limone. Ponete il tegame sul fuoco e senza mai smettere di mescolare con una paletta di legno, fate cuocere gli ingredienti sino ad ottenere un composto molto asciutto che si staccherà sia dal fondo che dalle pareti del recipiente.
Mentre il composto è ancora caldo eliminate la scorza di limone e versate la cotognata nelle apposite formette di terracotta che lascerete raffreddare a temperatura ambiente.
Poi capovolgetele in un grande vassoio e lasciatele ad asciugare per 4 o 5 giorni o, in ogni caso, fino a quando sulla cotognata affiorerà un sottile velo bianco. Solo a questo punto la cotognata è pronta per essere consumata. Se deisderate poi conservarla per diverso tempo, abbiate cura di avvolgere i pezzetti nella carta oleata e conservarli in un luogo fresco.

lunedì 25 ottobre 2010

Ricetta Siciliana: Caponata


Pensate ad una ricetta proprio tipica tipica della Sicilia, che ancora non abbiamo pubblicato...
Siiii! Oggi facciamo la caponata!! Alla Trattoria Trinacria troverete sempre la vostra razione quotidiana. Per chi invece si voglia dilettare, ecco qui una ricettina da provare. Gustosissima! :-P

Ingredienti

6 melanzane
sale
2 cipolle
2 sedani
4 pomodori
200 g di olive verdi snoccciolate
3 cucchiai di capperi
basilico
zucchero
aceto

Preparazione

Tagliate a dadi 6 belle melanzane siciliane, ponete i dadi in un capace colapasta, cospargeteli di sale e lasciateli un'ora a perdere il loro liquido amarognolo. Poi friggeteli in olio bollente e teneteli da parte. Versate l'olio di frittura in un tegame largo e a bordi bassi e soffriggetevi 2 cipolle finemente affettate, alle quali aggiungerete poi il cuore di 2 sedani, già sbollentati e tagliati a pezzi, 4 pomodori maturi pelati, privati dei semi e tagliuzzati, 200 g di olive verdi snocciolate e divise a metà, 3 cucchiai di capperi dissalati e sale quanto occorre. Fate cuocere la salsa fino a quando il sedano non risulterà ben cotto e, a questo punto, aggiungete le melanzane con qualche fogliolina di basilico. Continuate la cottura per altri 10 minuti, mescolando spesso, poi cospargete la caponata con un cucchiaio e mezzo di zucchero e diluitela con mezzo bicchiere di aceto (se è aceto forte, altrimenti aummentate la quantità). Ancora qualche minuto sul fuoco e il piatto è pronto. Va servito freddo.

giovedì 21 ottobre 2010

Storia della Sicilia: La Sicilia Greca


Cominciamo una sezione del blog dedicato alla storia della Sicilia. Terra ricchissima di storia appunto, di cultura, di reperti archeologici... Possiamo davvero vantare un'isola il cui splendore è famoso in tutto il mondo! Ma quanto realmente conosciamo di questa storia? Partiamo dall'inizio, ma non troppo! :-)

La storia della Sicilia, massima isola del mar Mediterraneo per superficie e popolazione, è stata influenzata dai tanti dominatori che sono passati sul suolo. Grazie alla sua posizione geografica, la Sicilia ha avuto un ruolo di grande importanza negli eventi storici che hanno avuto come protagonisti i popoli del Mediterraneo.
L'avvicendarsi di molteplici civiltà ha arricchito la Sicilia di insediamenti urbani, di monumenti e di vestigia del passato che fanno della regione uno dei luoghi privilegiati dove la storia può essere rivissuta attraverso le immagini dei segni che il tempo non ha scalfito e ha tramandato sino ai nostri giorni.

La storia del periodo greco della Sicilia si fa risalire convenzionalmente alla fondazione della prima colonia, quella di Naxos nel 735 a.C., fondata da coloni Calcidesi. Con questo fatto la Sicilia entra a pieno titolo nella storia del Mediterraneo greco. Negli anni seguenti è tutto un susseguirsi di insediamenti di coloni che porranno le basi della storia della Sicilia dei secoli successivi determinandone la lingua, la cultura e l'arte. Siracusa nasce nel 734 a.C. ad opera di coloni corinzi, Messina nel 730 a.C., Catania nel 729 a.C. grazie ai calcidesi, Megara Hyblaea nel 728 a.C. dai megaresi, Gela nel 689 a.C. fondata da rodiesi e cretesi, Selinunte nel 650 a.C. da coloni megaresi, Akragas (Agrigento) nel 581 a.C. da gelesi: tutta la costa orientale quindi viene colonizzata dai greci, poiché le stesse colonie, sviluppatesi creano altre colonie. È l'esempio di Siracusa, la più importante città greca dell'isola che fonda anche le colonie di: Akrai (664), Casmene (643) e Kamarina (598).

(da Wikipedia)

lunedì 18 ottobre 2010

Ricetta siciliana: Minestra di patate e peperoni

Foto by AMSimonini

Eccoci di ritorno dopo il Week End. Avete fatto bagordi culinari o vi siete attenuti alla dieta anche durante i giorni di riposo? Nel caso in cui non foste a dieta, ma aveste ugualmente voglia di qualcosa di non troppo impegnativo, ecco per voi una minestra gustosissima a base di patate e peperoni. Si, forse non sarà leggerissima, ma.. provare per credere! :-)


Ingredienti

Olio d'oliva
1 cipolla
500 g di patate novelle
3 peperoni
Sale
Pepe
Prezzemolo

Preparazione

In un tegame di coccio, con mezzo bicchiere d'olio d'oliva, affettate finemente una cipolla, alla quale unirete 500 g di patate novelle tagliate a tocchi e 3 peperoni ridotti a listarelle sottili. Ricoprite il tutto con acqua o brodo, salate, pepate, coprite ilte game e ponetolo su fuoco schermato. portate ad ebollizione e lascita cuocere dolcemente per mezz'ora. al momento di servire, ppoco prima di togliere il tegame dal fornello, cospargete la minestra di prezzemolo tritato.

giovedì 14 ottobre 2010

Ricetta siciliana: Raviolini dolci di ricotta


Per concludere il pranzo, appena prima del caffè, provate ad offrire ai vostri ospiti questi raviolini fritti con la ricotta... sono una delizia!
Avete alternative da segnalare?


Ingredienti per 6 persone

600 g di farina
400 g di ricotta di pecora
200 g di zucchero
80 g di zucca candita
50 g di burro
3 uova
1 bustina di zucchero vanigliato
mezza bustina di lievito per dolci
1 pizzico di vaniglia
1 pizzico di cannella in polvere
sale

Preparazione

Setacciate la farina e formatene una fontana sul piano di lavoro, unite il burro morbido, l'uovo, mezza bustina di zucchero vanigliato e mezza bustina di lievito per dolci. Impastate tutti gli ingredienti, aggiungendovi l'acqua necessaria per ottenere un composto liscio e non troppo sodo: formatene una palla e lasciatela riposare per un'ora in un luogo tiepido coperta da un panno umido. Nel fratempo passate la ricotta da un setaccio raccogliendola in una terrina, unite lo zucchero, un pizzico di vaniglia e uno di cannella in polevere. Rompete le due uova e separando gli albumi dai tuorli unite questi ultimi alla ricotta e mescolate bene.
Al momento debito stendete con il mattarello la pasta in una sfoglia sottile e con l'apposito stampino (o con il bordo sottile di un bicchiere) ricavatene tanti dischetti che disporrete man mano su un tovagliolo infarinato. Mettete nel centro di ciascun disco un cucchiaio di composto di ricotta; poi piegate la pasta a metà e premete lungo il bordo, che avrete in precedenza spennellato con acqua fredda per fare aderire bene i due lembi. Friggete i ravioli in abbondante olio bollente facendoli dorare bene da entrambe le parti. Sgocciolateli bene passadoli anche da un foglio di carta assorbente da cucina, per perdere l'unto in eccesso, poi spolverizzateli con lo zucchero a velo rimasto e serviteli.

lunedì 11 ottobre 2010

Ricetta Siciliana: Trippa alla Siciliana

Foto by zak mc

Si, avete ragione, la trippa non è proprio un classico della cucina siciliana. Ma, come sapete, ogni regione ed ogni famiglia cerca di cucinare, anche a modo proprio, le ricette e le materie prime del nostro paese. Perchè non dare allora un chance anche alla trippa siciliana? Certo, dovete apprezzare questo pezzo di carne particolare... ma per gli appassionati, consigliamo di provare questa ricetta. Fateci sapere come va! :-)


Ingredienti per 6 persone

1,2 kg di trippa (già lessata dal macellaio)
500 gr di pomodori pelati
300 gr di piselli sgranati
100 gr di grana grattugiato
1/2 bicchiere di olio d'oliva
50 gr di pancetta
1 spicchio di aglio
1 carota
1 costa di sedano
1 mazzetto di menta fresca e basilico
3 uova
1 cipolla
1/2 cipollina
2 cucchiai di olio
sale
pepe
peperoncino in polvere

Preparazione

Lavate bene la trippa con acqua calda salata. Tagliatela a listarelle sottili e fatela sgocciolare. Affettate sottilmente la cipolla, l'aglio, la pancetta, la carota, il sedano e fateli appassire con l'olio in un'ampia cassseruola. Unite il pomodoro passato a crudo, metà menta e basilico tritati grossolanamente, salate, pepate e se lo desiderate aggiungete un pizzico di peperoncino. Lasciate cuocere la salsa per 15 minuti. Unitevi la trippa, mescolatela e proseguite la cottura per 1 ora circa. Nel frattempo, tritate la mezza cipollina e fatela appassire con 2 cucchiai di olio in un tegamino su fuoco dolce, unitevi i piselli, sale e pepe, bagnateli con un mestolo di acqua calda e lasciateli cuocere per 20 minuti, poi aggiungeteli alla trippa in cottura. Scaduto il tempo stabilito per la cottura della trippa, abbassate la fiamma e incorporatevi le tre uova frullate e metà formaggio grattugiato, mescolate bene e fate cuocere per altri 15 minuti prima di portarla in tavola.

giovedì 7 ottobre 2010

Ricetta Siciliana: Tagliatelle del golosone


Dite la verità... non vi incuriosisce questo nome "del golosone"? A che cosa vi fa pensare? Probabilmente ognuno di noi ha le proprie passioni culinarie e quindi pensa a qualcosa di particolarmente goloso per lui, ma...
provate a leggere questa ricetta e diteci se non si possa in effetti sostenere che sia golosa in generale! :-)


Ingredienti per 6 persone

600 gr di tagliatelle
400 gr di salsiccia
200 gr di filetti di pollo
50 gr di funghi secchi
1 porro
3 tuorli d'uovo
50 gr di parmigiano grattugiato
50 gr di burro
1 dado
3 cucchiai di olio d'oliva
1 bicchiere di vino bianco secco
sale
pepe
rosmarino

Preparazione

Ponete sul fuoco una cassseruola con l'olio e il burro. Quando quest'ultimo si sarà sciolto, unite l'aglio tritato, il rosmarino ed il porro tagliato a rondelle. Lasciate rosolare per qualche minuto e poi unite la salsiccia privata del budello e sbriciolata, il pollo tagliato a striscioline sottili e i funghi fatti rinvenire in acqua tiepida tritati grossolanamente. Lasciate rosolare il tutto per qualche minuto ed irrorate con il vino che farete poi evaporare. Unite il dado ed un bicchiere di acqua calda, e fate cuocere per 20 minuti a fiamma bassa regolando di sale e pepe. Fate cuocere le tagliatelle scolandole al dente, versatele nella casseruola del condimento mescolando bene, unite i tuorli sbattuti diluiti con un poco di acqua di cottura della pasta ed il parmigiano. Trasferite nel piatto di portata e servite ben caldo.

lunedì 4 ottobre 2010

Ricetta Siciliana: Cotolette di sarde all'aceto

Foto by rod_bv

Invece di utilizzare le sarde nelle più classiche ricette quali le sarde a beccafico e la pasta con le sarde, perchè oggi non proviamo questa ricetta che le vede fritte? Mettiamo per un attimo da parte la dieta e via! Super golose!


Ingredienti per 6 persone

1,2 kg di sarde fresche
1 bicchiere di aceto bianco
3 uova
un ciuffo di prezzemolo
1 limone
3 hg di farina
pan grattato
olio per frittura
sale
pepe


Preparazione

Sventrate le sarde eliminando anche teste e lische centrali. Apritele a libro, lavatele bene e asciugatele con uno strofinaccio da cucina. Mettetele a marinare in una ciotola con l'aceto. Preparate in una terrina le tre uova frullate, unite un bicchiere di acqua, un cucchiaio colmo di farina, il prezzemolo tritato, sale, pepe e mescolate bene con una frusta. Sgocciolate le sarde e passatele di farina, poi nell'uovo frullato e nel pan grattato, pressandole bene col palmo della mano. Friggetele in abbondante olio bolente. Dopo averle passate nella carta assorbente per elimnare l'unto in accesso sistematele nel piatto di portata, guarnite con fettine di limone e servitele ben calde.

giovedì 30 settembre 2010

Ricetta Siciliana: Pasta con sarde alla palermitana

Foto by broOke

Una lettrice ci chiede di pubblicare la ricetta per la pasta con le sarde. Ovviamente ci possono essere diversi modi per farla. Oggi vi proponiamo questa ricetta. Attendiamo le vostre versioni...

Ingredienti per 6 persone

600 gr di bucatini
1 kg di sarde
500 gr di finocchi selvatici
30 gr di filetti di accciuga
30 gr di pinoli
30 gr di uvetta sultanina
50 gr di concentrato di pomodoro
1 cipolla grossa
1 bicchiere di olio
1 bustina di zafferano
sale, pepe

Preparazione

Lessate i finocchietti in abbondante acqua salata, scolateli bene e conservate l'acqua. In un tegame fate rosolare la cipolla tritata a fiamma bassa. Prima che imbiondisca unite le acciughe e con una paletta di legno sbriciolatele fino a farle sciogliere, aggiungete quindi il concentrato di pomodoro e diluite con un mestolo di acqua della cottura dei finocchietti. Unite l'uvetta (che avrete fatto rinvenire nell'acqua tiepida), i pinoli, i finocchietti tritati finemente e le sarde che avrete pulito e spinato accuratamente. Salate, pepate e mescolte fino a quando le sarde non si sbricioleranno. Continuate la cottura per 20 minuti. Nel frattempo aggiungete dell'acqua calda a quella della cottura dei finocchietti e portatela ad ebollizione per far cuocere i bucatini. Scolateli al dente e versateli nella stessa pentola. Maneggiate la pasta con un cuchiaio d'olio crudo e lo zafferano sciolto in un mestolino d'acqua della pasta. Mescoltae bene aggiungendo metà del condimento. Versate i bucatini in un piatto da portata e distribuite in superficie il condimento rimasto. Se volete potete completare con pangrattato, in precedenza abbrustolito in padella con un po' di olio.

lunedì 27 settembre 2010

Abbiamo cambiato menu!


Il primo giorno d'Autunno è passato e noi, già quella sera, avevamo cambiato il nostro menu. Eccoci dunque ad aggiornare anche il blog, per farvi vedere i nostri nuovi piatti dedicati ai sapori più caldi delle materie prime autunnali: castagne, zucca, noci...
Non vi resta che leggere il nostro MENU, guardare le nuove FOTO e... venire a trovarci!
Vi aspettiamo!

giovedì 23 settembre 2010

Un altro rosso Siciliano IGP: Terre di Maria 2003


Dalle uve della Tenuta di Budonetto, nasce il vino rosso IGP Terre di Maria di Maurigi.
Composto da 40% Cabernet Sauvignon, 25% Merlot, 25% Syrah e 10% Pinot Noir, è un vino barricato (affinamento 24 mesi), con il 14% di alcol. I vigneti sono posti a 500 metri sul livello del mare e l'impianto è del 1998. La densità è di 4.850 viti per ettaro. Dopo l'affinamento in barrique, il vino viene ulteriormente affinato in bottiglia per 24 mesi.
Si tratta di un vino complesso: morbido e con un ampio spettro olfattivo, presenta note di cioccolato, rose appassite, cuoio e china. Un vino elegante ed armonioso.

Venite ad assaggiarlo in compagnia dei nostri stupendi piatti siciliani!

lunedì 20 settembre 2010

Ricetta Siciliana: Nodini di maiale "Donna Lola"

Foto by josefnovak33

Oltre al pesce in Sicilia si cucina anche la carne, naturalmente. Vediamo quindi oggi una ricetta per cucinare il maiale, dedicata ad una storica "Donna Lola". Non sappiamo chi fosse, non abbiamo una storia da raccontarvi. Semplicemente dedichiamo questo piatto a tutte le signore che si chiamino Lola. Buon appetito!


Ingredienti per 6 persone

6 nodini di miale da 250 gr cadauno
50 gr di farina
3 spicchi di aglio
1 mazzetto di prezzemolo
6 filetti di acciuga sott'olio
2 rametti di rosmarino
8 cucchiai di olio
1 bicchiere di vino bianco
mezzo bicchiere d'aceto
sale
pepe


Preparazione

Tritate finemente l'alio, le acciughe e il rosmarino, trasferiteli in una terrina con 4 cucchiai di olio, con il vino l'aceto, sale e pepe. Frullate con una piccola frusta o una forchetta affinchè sia tutto ben emulsionato. Appiattite leggermente i nodini e passateli velocemente nella farina. Ponete sul fuoco una grande teglia (che possa contenere tutta la carne in un solo strato) con 4 cucchiai di olio, fatelo scaldare e unite i nodini. Salate, pepate e fate dorare 5 minuti per lato. Poi versate sulla carne la salsetta preparata, rigirate la carne nel condimento, coprite la teglia e proseguite la cottura per altri 20 minuti a fuoco dolce, bagnando se occorre con qualche mestolino di acqua calda. A cottura ultimata disponete i nodini nel piatto da portata, irrorateli con il fondo di cottura e servitli ben caldi.

giovedì 16 settembre 2010

Solinero 2005 Rapitalà: un vino per rubarvi il cuore


Presso la Trattoria Trinacria potrete degustare un vino rosso siciliano di grande pregio, ovvero il Solinero 2005 di Rapitalà, che in etichetta riporta: SOLINERO Syrah Sicilia IGT.

In Sicilia l'annata del 2003 è stata ottima, nonostante ci siano state temperature molto elevate che hanno richesto irrigazioni aggiuntive. Grazie ad esse ed alla gestione della chioma le uve hanno potuto avere uno sviluppo omogeneo con un buon equilibrio vegetativo e produttivo. I grapppoli hanno quindi accumulato un certo numero di zuccheri ed una buona acidità, grazie ad una regolare maturazione. Le uve da cui viene tratto questo vino sono Syrah al 100%.
I vigneti sono a 350 metri sul livello del mare, presentano 5000 piante per ettaro e sono perfetti per i terreni della zona, così argillosi. La resa è di circa 75 q.li /ha. Questo vino viene affinato per 12 mesi in barriques usate, in modo da preservare il piu’ possibile la fragranza e l'aroma fruttato tipici del Syrah. Il vino, che ha il 14 % di alcol, ha un colore rubino intenso, presenta finissimi profumi di spezie e di frutta rossa ed una notevole permanenza in bocca.

lunedì 13 settembre 2010

Ricetta Siciliana: Maccu con finocchietto


Foto by Tavallai

Questa ricetta è la variante di quella più classica del macco, che non prevede il finocchietto. Sono quindi sostanzialmente molto simili. Per gli amanti delle fave e non solo, la famosa minestra risulta gradevole e saporita grazie anche a questi legumi così particolari. Da provare assolutamente.


Ingredienti

800 gr di fave secche
2 o 3 mazzzetti di finocchietto selvatico
500 gr di pasta corta
olio vergine di oliva
caciocavallo


Preparazione

Lasciate, per una notte intera, 800 gr di fave secche in acqua poco salata. L'indomani, traferite la pentola sul fuoco e lasciate cuocere a calore moderato e a fiamma schermata. A metà cottura aggiungete 2 o 3 mazzetti di finocchietti selvatici. Quando le fave saranno cotte, schiacciatele con una forchetta in modo da ridurle a purea. Realizzata la purea, lessate in abbondante acqua salata bollente 500 gr di pasta corta. Scolatela quando è ancora a metà cottura e unitela alla purea, dove la lascerete finire di cuocere. Condite con olio vergine di oliva e, se vi piace, con caciocavallo grattugiato.

giovedì 9 settembre 2010

Foto: Kaos girgentino


Quando si è indecisi perchè piacciono troppe cose, non è necessario dover scegliere! Basta ordinare un Kaos girgentino! Ecco la fotografia di questo piatto, da asaggiare alla Trattoria Trinacria, che raccoglie assaggi di tanti antipasti, tutti golosissimi: arancine, caponata, sarde a beccafico, panelle... una delizia!
Se la vita è troppo piatta, rimediamo con un bel Kaos!

Lighea: un vino da guardare negli occhi


Ecco uno dei vini che potrete gustare durante i vostri pranzi presso la Trattoria Trinacria: il famoso Lighea di Donna Fugata.

Si tratta di un vino bianco di Sicilia, uno zibibbo IGP, dai 12-13 gradi alcolici.
Le uve utilizzate per la vendemmia sono quelle dello Zibibbo (Moscato d'Alessandria) coltivato a Pantelleria, con una densità di vigneti di 2.500 piante per ettaro, su un terreno di 1.011 acri. La produzione vede circa 5 tonnellate per ettaro (2 tonnellate per acre), con un terreno vulanico ricco di minerali.
Per quanto riguarda la vinificazione, il vino rimane nella bottiglia per un periodo minimo di 2 mesi prima dell'apertura.

Il Lighea di Donna Fugata è un vino luminoso, ricco di riflessi verdi e dorati. Ha un aroma floreale stupendo di rose bianche e acacia, seguito da note minerali e sapide. Ci troverete anche aroma di pesco, zagara, limone candito ed un tocco di miele. A contatto col palato presenta una fantastica corrispondenza tra sapore ed olfatto, di una matrice di minerali. Ha una struttura fresca, sapida ed avvolgente.

Si può abbinare ad ogni tipo di pesce, pasta con condimenti bianchi, frittura di pesce.

lunedì 6 settembre 2010

Ricetta Siciliana: Pignolata messinese


Non ci sono dubbi... i dolci fritti sono una delizia! Per cambiare e non dedicarsi sempre ai classici cannoli, che rimangono comunque un pezzo principe della cucina siciliana, ecco per voi la ricetta per relizzare una pignolata. Di cosa si tratta? Leggete e capirete!

Ingredienti

1 kg di farina bianca da dolci
12 tuorli d'uovo
sugna
600 gr di zucchero
300 gr di cioccolato in polvere


Preparazione

Disponete a fontana 1 kg di farina bianca da dolci. Nel cratere versate 12 tuorli battuti e un poco di sugna. Lavorate la pasta e, quando sarà sufficientemente consistente, traetene dei bastoncini della grossezza di un dito, che dividerete in pezzi di 2 cm di lunghezza. Dorateli in sugna calda, fate perdere loro l'unto di frittura e disponeteli a montagnola. A fuoco leggero, fondete 600 gr di zucchero e 300 gr di cioccolato in polvere. Lasciate che il compsoto, tolto dal fuoco, sia soltanto tiepido e versatelo sulla pignolata.

giovedì 2 settembre 2010

Una cartolina dalle vacanze

pic by gnuckx

Bentornati! Eccoci di nuovo alla Trattoria Trinacria, pronti ad accogliervi con le nostre prelibatezze regionali.
Durante i mesi estivi siete tornati in Sicilia o magari ci siete andati per la prima volta?
Avete scelto altre mete più o meno esotiche?

Ovunque siate andati, ora che siamo di ritorno, raccontateci qualcosa delle vostre ferie, magari UN PIATTO TIPICO della zona che non conoscevate e che avete scoperto o invece gustato per l'ennesima volta.

Noi intanto vi mandiamo la nostra Cartolina dalla Sicilia e vi aspettiamo al ristorante per prolungare le vacanze con le nostre ricette ed i nostri vini.

domenica 1 agosto 2010

Apertura mese di Agosto

Foto by gnuckx

Durante il mese di Agosto Trattoria Trinacria sarà aperta solo la sera.

Con questa bella immagine di Taromina, vi auguriamo di passare un buon periodo di riposo e vi diamo appuntamento a Settembre per le prossime ricette ed i prossimi racconti.

Buone vacanze e a presto!

giovedì 29 luglio 2010

Ricetta Siciliana: Spaghetti alla Bakunin

Foto by fortinbras

Bakunin... chi era costui? L'anarchia non è affar nostro, soprattutto non la vogliamo in cucina, dove bisogna essere preparati, precisi, ordinati, accoglienti... però a questo personaggio storico è dedicata la ricetta che oggi vediamo insieme. Che ne dite? Per oggi facciamo gli anarchici? :-)


Ingredienti

olio d'oliva
2 spicchi d'aglio
4 filetti di sarde
1kg di pomodori pelati
peperoncino rosso in polvere
sale
pepe
origano
700 g di spaghetti

Preparazione

In 3 cucchiai d'olio d'oliva fate rosolare 2 spicchi d'aglio, che toglierete quando cominceranno a imbiondire. Nell'olio aromatizzato sciogliete 4 filetti di sarde sotto sale e poi aggiungete 1 kg ddi pomodori pelati, privati dei semi e tagliuzzati, un buon pizzico di peperoncino rosso in polvere, sale e pepe.
Lasciate cuocere a fuoco moderato per 20 minuti, quindi cospargete la salsa con abbondante origano.
Con questa salsa condite 700 grammi di spaghetti cotti al dente.

lunedì 26 luglio 2010

Il vocabolario siciliano: Abbaddari, Abbaddariatu, Abbaffarisi

Foto by Valentina_A

Oggi mi sento abbaddariatu... come? non avete capito? Ecco le parole siciliane di oggi:

Abbaddari o 'mpaddari, tr., appallottolare (CT)

Abbaddariatu, agg. accaldato, arrossato in viso (RG); infossato, sconnesso (TP)

Abbaffarisi, rifl., accovacciarsi; mettersi comodo, sdraiarsi, stendersi (TP) (PA); appisolarsi (EN); fig. deporre le minacce (CL)

Foto: Spaghetti alla chitarra cà Salsa Moresca


Filomena ci aveva detto che la sua pasta preferita era quella alla Moresca... bene, eccola qui! Non vi fa venire l'acquolina in bocca?? :-P

Ricetta Siciliana: Polpette in bianco


Sei una polpetta! quante volte abbiamo detto o ci siamo sentiti dire questa frase? In genere si riferisce a qualcuno di carino, simpatico, ma anche un poco furbetto, no?
Se ci riferiamo al cibo, chi resiste alle polpette?? Bianche o rosse che siano sono sempre una delizia!
Ecco qui per voi la ricetta per questa polpette in bianco, che si preparano con il pecorino... gustose, no?

Ingredienti

500 g di carne tritata di manzo
2 uova
mollica di pane
latte
aglio
prezzemolo
pecorino
sale
pepe
farina
1 cipolla
brodo di carne

Preparazione

In una terrina lavorate 500 g di carne tritata di manzo, incorporandovi 2 uova, un pugno di mollica di pane ammollata nel latte e strizzata, un trito d'aglio e prezzemolo, un cucchiaio abbondante di pecorino grattugiato, sale e pepe. Quando gli ingredienti saranno ben amalgamati, preparate delle popettine poco più grandi di una noce, passatele nella farina e fatele soffriggere con una cipolla finemente affettata. Quando saranno ben dorate, aggiustate di sale e pepe, diluite con mezzo litro di brodo di carne e fatele cuocere per circa un'ora. Poco prima di togliere il tegame dal fuoco, completate con prezzemolo tritato.

giovedì 22 luglio 2010

Ricetta Siciliana: Sarde a beccafico alla Palermitana

Foto by willfsca

Le sarde a beccafico vengono preparate in modi diversi a seconda della città in cui ci si trova.
Le variazioni non sono sostanziali, ma possono in effetti tradursi in diversi aromi, per cui ognuno può avere la propria versione preferita. Vediamo insieme oggi la ricetta per le Sarde a beccafico, versione di Palermo.
Poi magari vedremo anche le ricette di altre città siciliane. Le conoscete tutte? Quali preferite?

Ingredienti

1 kg di sarde
pangrattato
2 spicchi d'aglio
zucchero
prezzemolo
70 g di pinoli
70 g di uva sultanina
sale
pepe
olio d'oliva
alloro
succo di limone

Preparazione

Aprite le sarde dalla parte del ventre, togliete la testa e la lisca centrale, lasciando le due parti unite dal dorso. Fate appena tostare in poco olio 8 cucchiai di pangrattato, nel quale incorporerete, lavorando con la spatola di legno 2 spicchi d'aglio tritati, 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 70 g di pinoli, 70 g di uva sultanina fatta rinvenire in acqua tiepida, sale, pepe e mezzo bicchiere di olio d'oliva. Quando il composto sarà ben amalgamato, distribuitene una piccola porzione su ciascuna sarda aperta ed arrotolatela nel senso della lunghezza. Disponete le sarde ripiene in una teglia da forno ben unta con olio, alternando a ogni sarda 1 foglia d'alloro. Irrorate con uan soluzione di olio, succo di limone, sale e pepe, quindi infornate, lasciando cuocere per 15 minuti a temperatura moderata.

Il vocabolario siciliano: Abbaciurru, Abbacu, Abbadari

Foto by RICCIO

Eccoci al solito appuntamento settimanale con il nostro vocabolario siciliano.
La scorsa settimana abbiamo imparato a dire goffo, mentre oggi cosa vediamo?

Abbacciurru, m., paralume (AG)

Abbacu, m., calma, 2) quiete; 3) modo di dire: pigghiari tanticchia d'abbàcu a) interrompere, trattenere, b) darsi riposo (AG)

Abbadari, intr., badare

lunedì 19 luglio 2010

Intervista alla cuoca: Filomena Uroni


La porta della cucina della Trattoria Trinacria ha una finestra. Mettiamo le testa dentro e chi troviamo? Buongiorno signora! Lei è la cuoca? Come si chiama?

Buongiorno a tutti, si sono la cuoca e mi chiamo Filomena Uroni.

Piacere signora! Sentiamo un bell’accento siciliano, da dove viene lei?

Vengo da Palermo, sono siciliana doc! In cucina qui in Trinacria ci sono sempre stata io, fin dall’inizio.

Molto bene! Ed ha sempre desiderato diventare cuoca?

Si, cucinare mi è sempre piaciuto, forse i siciliani lo hanno nel sangue.

Cosa le piace cucinare più di tutto?

Beh, è difficile scegliere, sono tutti bei piatti, non ho una preferenza, li preparo tutti con passione. Mi piace improvvisare ma devo dire che qui soprattutto studiamo! Andiamo alla ricerca di piatti tipici antichi, rispettiamo le tradizioni.

Da dove prendete spunto?

Alcune sono vecchie ricette di famiglia, altre invece derivano da libri tipici siciliani con ricette antiche.

Ecco perché è tutto così buono e veramente fatto come una volta, come fatto in casa… Signora, sappiamo che sua nipote è la moglie di Simone. La conosciamo ed è una bellissima ragazza. I suoi parenti quindi sono tutti a Milano?

No, i miei parenti sono ancora tutti in Sicilia, ho qui solo i figli.

E le manca la Sicilia? Va giù spesso?

Certo che mi manca, eccome! Scendo due volte l’anno. Mi mancano tanto il mare e l’ambiente. Anche se a molti non piace, io ci sono nata, quindi a me piace. Poi mi mancano i familiari, di sicuro.

Dell’ambiente siciliano cosa le piace di più?

L’affettuosità: sono sempre pronti a dare una mano. Qui sono tutti molto più distaccati, mentre giù sono più spontanei. Anche se a volte forse sembrano intriganti perché fanno tante domande… come faccio io :-)

Quindi come si trova a Milano?

Bene, preferisco avere il lavoro a Milano.

Vengono clienti siciliani al ristorante?

Molti. Fanno sempre commenti positivi, è sempre andato tutto bene con tutti. Ogni tanto solo qualcuno si lamenta della pasta troppo cruda perché mi piace cuocerla al dente, ma è uno su mille.

Qual è il suo piatto preferito invece?

La pasta moresca: è una pasta preparata con cipolle, pomodorini, cannella, chiodi di garofano, arancia, limone e bottarga.
E’ un piatto molto bello e molto antico. Deriva dai Mori, da cui prende il nome.

Amate proprio le tradizioni qui… quindi non rivisitate i piatti antichi?

No, abbiamo sempre tenuto tutto preciso, non abbiamo mai rivisitato le ricette. Non ci piace fare cambiamenti perché sono piatti già poco noti. Se capita che non troviamo un’erba particolare, allora la sostituiamo con un’altra, ma cerchiamo sempre di non cambiare il sapore finale del piatto.

Con Simone non abbiamo parlato del Fuorisalone del Mobile, l’evento di Aprile che vi circonda. Che cosa succede qui durante il Fuorisalone?

Il pandemonio! Quest’anno abbiamo preparato le arancine di riso e le abbiamo vendute ad 1 euro, mettendo un banchetto qui fuori dal ristorante, per far conoscere agli stranieri i prodotti siciliani: abbiamo pensato di far conoscere il panino con le panelle, le arancine… per far conoscere la Sicilia.

E come è andata?

È andata benissimo, abbiamo avuto un riscontro enorme, non so quante centinaia di arancine abbiamo fritto, c’è stata una richiesta continua.

Eh beh, non si può dire di no ad una leccornia del genere! Quali altri prodotti tipici avete?

Naturalmente la cassata ed il cannolo, che arrivano direttamente dalla Sicilia, poi il gelato con i pistacchi di Bronte.

Quindi non prepara lei i dolci?

No, non è possibile per via della ricotta: a Milano non si trova, ha un sapore diverso.

Signora Filomena, lei è molto gentile ma… com’è in cucina?

In cucina siamo tutti allegri, il nostro gruppo è nato 10 anni fa e non è mai stato cambiato. Ormai ci capiamo al volo, basta uno sguardo. Non ci sono discordie. Credo che per far uscire un buon piatto dalla cucina ci si debba intendere, se non si va d’accordo con gli altri non uscirà nulla di buono. L’intesa è la cosa principale.

E si vede che i risultati sono buoni! :-) signora, quanto tiene alla presentazione dei piatti?

Credo che prima si mangi con gli occhi, poi si assaggi. La presentazione naturalmente è molto importante. Ci piace fantasticare, abbellire il piatto cercando di renderlo più bello possibile, aggiungendo una foglia di menta oppure di basilico, o magari un fiore di zucca…

Grazie Signora Filomena per il tempo che ci ha concesso, ora la lasciamo ai suoi doveri :-)


Ma… mentre parlavamo un ragazzo ci ascoltava… chi era?


Il nipote di Filomena, che ci dice che lavora per una ditta di prodotti tipici siciliani a sua volta. Se ne intende quindi di qualità e ci lascia la massima del giorno per tutti i siciliani di Milano:

“Un pezzo di sole c’è anche a Milano: alla Trattoria Trinacria”


(Davide il Pasticcere)

giovedì 15 luglio 2010

Vocabolario siciliano: Abbaccarunatu, Abbacchiatu, Abbaccianàriu


Eccoci di nuovo al nostro appuntamento settimanale con il vocabolario siciliano.
Oggi impariamo come si dice "goffo", oppure come si dice "abbeccedario"... tutta un'altra storia in siciliano, eh?! :-)

Abbaccarunatu, agg., goffo (PA)
Abbacchiatu, agg., abbacchiato (TP)(PA)
Abbaccianàriu, m., abbeccedario (ME)
Foto by zak mc

Vino di Sicilia: Pietramarina Etna Bianco Superiore DOC



Oggi parliamo di vino: vediamo una delle bottiglie che potrete sorseggiare presso la nostra osteria. Si tratta di uno dei vini bianchi, proveniente dalla zona dell'Etna:

il Pietramarina Etna Bianco Superiore DOC - Azienda Vitivinicola Benanti.

Questo vino proviene da Caselle, da un comune che si chiama Milo, in provincia di Catania. Si trova nel versante est dell'Etna. Il titolo di Superiore viene attribuito solo alle bottiglie prodotte in questo comune.

Milo si trova ad una altitudine di 950 metri sul livello del mare ed ha un clima tipico dell'alta collina, con forti sbalzi di temperatura tra giorno e notte.

I terreni su cui viene coltivato il vitigno sono di tipo sabbioso, ovviamente vulcanico, perciò ricco di minerali e ad azione sub acida.

I vitigni da cui proviene il Pietramarina sono Carricante al 100%, che viene di solito coltivato ad alberello in parte franco di piede. Si tratta di un vitigno autuctono, che viene coltivato soltanto sull'Etna. I grappoli sono di media lunghezza come anche l'acino, che ha una buccia molto pruinosa di colore verde giallognolo, mentre la polpa è succosa e dal sapore dolce.

Le uve maturano verso la fine di Ottobre. Il grappolo intero viene pressato con spremitura soffice, poi la fermentazione in serbatoi d'acciaio si svolge ad una temperatura di 18-20°C .

Prima dall'imbottigliamento, il vino si lascia maturare per almeno un anno in vasca.
Il profumo è intenso e fruttato, con sentori di fiore di zagara e di mela matura, mentre il sapore è secco e armonico. La persistenza aromatica presenta un retrogusto di anice e mandorla.

I vigneti dell'azienda Benanti hanno 80 anni: la vigna ha una densità di impianto di 9.000 piante per ettaro ed una resa di 70 quintali per ettaro.

lunedì 12 luglio 2010

Ricetta Siciliana - Pasta a "picchi pacchiu"


Nonostante la pioggia della notte, a Milano splende un bel sole e fa caldo, caldissimo. E nonostante il caldo, abbiamo voglia di parlare di pasta. Si, perchè d'estate il pomodoro fresco permette di preparare non solo la passata, magari per tutto l'anno a venire, ma anche sfiziosi primi piatti con materia prima freschissima. Provate questa ricetta golosa e saporita per la pasta a "picchi pacchiu"... e chissà che prima o poi il nostro dizionario non ci insegni anche che cosa significa! :-)

Ingredienti

1 kg di pomodori
4 spicchi d'aglio
sale
peperoncino rosso in polvere
basilico
olio extra vergine d'oliva
700 gr di spaghetti
caciocavallo


Preparazione

Pelate i pomodori maturi e togliete i semi. Tagliateli a pezzettini e metteteli in un'insalatiera insieme agli spichi d'aglio affettati finemente, a sale, peperoncino rosso in polvere, 2 o 3 foglie di basilico e 1 bicchiere e mezzo di olio d'oliva. Mescolate bene, coprite l'insalatiera e lasciate riposare per almeno 3 ore. Cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata e quando saranno al dente, versateli nel piatto di ceramica tipico, chiamato fangottu, con la salsa. Completate con abbondante cacio cavallo grattugiato.

giovedì 8 luglio 2010

Ricetta Siciliana: Cazzilli

La scorsa settimana Giovanni di Palermo ci ricordava che insieme alle panelle vanno i cazzilli...
Si può dire cazzilli? Non è una brutta parola! :-)

Si tratta solo di una sorta si supplì di patate (nella foto vedete i più classici supplì) molto semplici, sempre tipici dell'isola.

Vediamo allora insieme la ricetta e buon appetito!

Ingredienti
1 kg di patate
aglio
prezzemolo
sale
pepe
olio di semi

Preparazione
Bollite le patate e setacciatele. Aggiungete alla purea piuttosto densa poco aglio tritato, prezzemolo, sale e pepe. Formate delle crocchette ovali e friggetele in olio di semi ben caldo.
Nella Sicilia orientale si usa passare le crocchette nella chiara d'uovo sbattuta e nel pan grattato prima di friggerle.

Vocabolario siciliano: Abbabbasuniri, Abbabbiari, Abbacàri

Eccoci all'appuntamento settimanale con il Vocabolario Siciliano.

La scorsa settimana abbiamo scoperto che i Babbani di Harry Potter derivano in realtà dalla lingua siciliana.
Oggi invece impariamo queste tre parole:

Abbabbasuniri, intr., diventare bbabbasuni imbecille, rimbecillire.

Abbabbiari o babbiari, tr., prentede in giro (TP)(RG); 2) intr., scherzare.

Abbacàri, intr., diminuire, 2) quietarsi, 3) ridursi, 4) placarsi del dolore, del lavoro, 5) mar., quietarsi del mare (TP).

lunedì 5 luglio 2010

Intervista a Simone

Come anticipato, eccoci oggi in Trinacria per parlare con Simone, il proprietario del ristorante. Ciao Simone, che bella trattoria! Tu sei siciliano? Ti va di raccontarci da dove vieni?


Ciao a tutti, no in realtà io sono nato a Milano, ma da papà siciliano e da mamma di Salerno. La mia parte sicula deriva da Modica, vicino Ragusa. Forse conoscerete Modica per il cioccolato: là infatti viene preparato con la vecchia ricetta azteca!


Certo! Modica è molto famosa. Quindi i tuoi genitori sono venuti a Milano anni fa con l’intenzione di aprire un ristorante?


No, in realtà loro si sono trasferiti 40 anni fa, mentre il ristorante è aperto solo da 10 anni.


Solo si fa per dire… 10 anni non sono pochi, complimenti! E siete sempre stati in via Savona?


Si, inizialmente la zona era molto diversa. Poi negli ultimi anni ha visto un miglioramento continuo. Ora siamo circondati da grandi nomi della moda: qui di fronte ad esempio abbiamo le sedi di Ermenegildo Zegna, Diesel e Fay. Girogio Armani poi, è praticamente dietro l’angolo.


Che bello! Si, conosciamo bene questa zona che è teatro tra l’altro del cosiddetto Fuori Salone del Mobile (ndr evento che si tiene ad Aprile, in concomitanza del Salone internazionale del mobile). Quindi capita anche che abbiate clienti illustri?


Abbiamo clienti del settore moda, ad esempio Diego Della Valle è capitato data la vicinanza degli uffici, mentre in generale abbiamo una clientela di medio alto profilo. Siamo molto vicini alla ditta Endemol Italia (ndr. ditta produttrice di numerosi format televisivi), quindi può capitare che passino di qui personaggi noti come ad esempio Simona Ventura.


Bello! Deve essere una bella soddisfazione. Di questi 10 anni che cosa ricordi con piacere?

Beh si, il ristorante ci ha dato tante soddisfazioni e tanti momenti anche divertenti. Siamo stati lanciati dal giornalista Gianni Mura di Repubblica, che ci ha fatto visita anche recentemente e che anni fa ci ha dato visibilità con un bell’articolo. Ancora lo ringraziamo.

E’ capitato per caso di ospitare persone molto simpatiche come l’amministratore delegato di Mondadori, Miccichè, il presidente di Banca Intesa e quello di Ina Assitalia ed altri personaggi di politica e finanza… tutti uniti dal sorriso grazie al nostro panino con la milza!

Simone, fuori dalla porta, nella più classica posizione per un ristorante, vedo gli adesivi di una guida famosa…

Si, siamo citati all’interno della guida Michelin da diversi anni. Questa è una cosa che ci fa molto piacere e che, dobbiamo dirlo, aiuta molto. Anche per la nostra immagine è importante. Siamo stati felici di essere stati riconfermati anche per il prossimo anno. Abbiamo ricevuto lo scorso anno la visita di un inviato: dopo aver pagato il conto ci ha fatto alcune domande e solo allora abbiamo capito di chi si trattasse.

Certo, essere segnalati è una garanzia di qualità per i vostri clienti.

Certo, per noi la qualità è una priorità sempre, facciamo di tutto per mantenerla al meglio. Molte materie prime, infatti, ci arrivano direttamente dalla Sicilia, come il pescato, i capperi, l’uvetta “passolina” che a Milano non si trova, oppure i pomodorini secchi per preparare il sugo finto. Poi ancora la ricotta freschissima, il gelato al pistacchio…

Ricordo ancora con l’acquolina in bocca certi dolcetti fatti in casa, simili al torrone, vicino alle feste natalizie…

Ah si, li avevamo comprati da una signora siciliana che li vendeva per beneficenza. Siamo abbastanza attenti anche alle cause e quando si può aiutiamo. Ad esempio una volta prendevamo la pasticceria secca da un’azienda di Modica di Don Puglisi, che aiutava le ragazze madri. Mentre una sera abbiamo organizzato una cena per Cardinal Ferrari, in collaborazione con un Leo club di Milano ed il ricavato è andato ad una azienda nello Sri Lanka che produce latte in polvere per bambini… ma è stata una esperienza impegnativa a dire il vero!

Che dire… siete proprio bravi! Tornando alla cucina, mi dici se avete un piatto forte, qualcosa che vi caratterizza?

Beh essendo un ristorante siciliano i piatti forti sono la pasta con le sarde, gli involtini di pesce spada ed il cannolo. Anche la pasta alla norma però non è da meno.

Ogni quanto tempo cambiate il menu?

Siamo attenti alla stagionalità degli alimenti, quindi ogni cambio di stagione si cambia menu. A volte anche più spesso in relazione alle materie prime come il pesce e la verdura.


Guardandosi attorno qui al ristorante si vedono belle terrecotte dipinte, tipiche della Sicilia…

Si, le ceramiche vengono tutte da Trapani. Tutto ciò che è appeso ai muri, come i quadri e le vecchie stampe del giornale di Sicilia vengono dall’isola. Le foto della pesca del tonno, la stampa del quadro di Guttuso, il carretto siciliano con l’asinello… tutto richiama l’atmosfera siciliana. Abbiamo sempre voluto mantenere uno stile rustico. L’impronta del ristorante è stata data da mio fratello che ama la Sicilia ed è il creativo di famiglia. Non abbiamo mai pensato ad un’immagine chic o di tendenza. Il nostro è un ristorante con cucina casalinga ed ambiente famigliare. La gente si trova a proprio agio, perché cerchiamo sempre di parlare ai tavoli con i nostri clienti, nessuno viene trattato con distacco.

Ed avendo provato posso dirvi che è proprio così! Grazie Simone per il tempo che ci hai dedicato e buon lavoro.

Grazie a voi, vi aspettiamo tutti alla trattoria Trinacria!

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